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S.A. 18:28
Contributi a fondo perduto nei piccoli paesi
Il finanziamento complessivo è di 15 milioni di euro ciascuno per le annualità 2026 -2027 -2028. Il contributo è pari al 50 per cento della spesa sostenuta, fino a un importo massimo complessivo di euro 15.000 per beneficiario e relativo nucleo familiare


CAGLIARI - La Regione Sardegna rafforza le politiche di contrasto allo spopolamento con una nuova disciplina dei contributi a fondo perduto per l’acquisto, la ristrutturazione e il recupero della prima casa. Nell’ultima riunione di Giunta è stata approvata la delibera, proposta dall’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, che introduce, tra le principali novità, l’estensione della misura ai Comuni fino a 5 mila abitanti, in attuazione delle recenti disposizioni legislative, ampliando significativamente la platea dei territori coinvolti. «Si tratta di un ulteriore tassello nel disegno complessivo del diritto alla casa e all’abitare sostenibile - sottolinea Piu – ma soprattutto è un contributo importante alle azioni di contrasto allo spopolamento. Allargare la possibilità di accedere a contributi per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa, aumenta anche la possibilità di restare nel proprio territorio perché restituire dignità all’abitare aumenta il senso di appartenenza alla propria comunità e incentiva il desiderio di costruire il proprio vivere nel luogo di origine».

Accanto all’estensione, la nuova disciplina introduce un sistema più efficace e strutturato, fondato su criteri uniformi, responsabilizzazione dei Comuni e utilizzo mirato delle risorse. Inoltre, con l’approvazione della delibera, si garantisce una distribuzione equa delle risorse con un sistema orientato ai risultati. La ripartizione prevede infatti che una quota del 30% venga distribuita in parti uguali tra tutti i Comuni; una quota del 70% assegnata in base alla capacità di utilizzo delle risorse, da parte dei comuni, nell’anno precedente. Il finanziamento complessivo è di 15 milioni di euro ciascuno per le annualità 2026 -2027 -2028. Il contributo è pari al 50 per cento della spesa sostenuta, fino a un importo massimo complessivo di euro 15.000 per beneficiario e relativo nucleo familiare. La disciplina introduce un sistema di criteri articolato su due livelli. A livello regionale vengono definiti criteri obbligatori, che devono rappresentare almeno il 70% del punteggio complessivo nei bandi comunali. «Questi criteri sono direttamente collegati agli obiettivi di contrasto allo spopolamento - evidenzia Piu - e riguardano in particolare il trasferimento di residenza da altre regioni o dall’estero; i nuclei familiari di nuova formazione; la presenza di figli minori; la dimensione del nucleo familiare; l’età del richiedente (con priorità ai soggetti under 40)».

In questo ambito, particolare rilievo è attribuito all’attrazione di nuovi residenti provenienti da altre regioni italiane e dall’estero, quale leva fondamentale per il rafforzamento demografico dei piccoli comuni. All’interno di tale criterio, è previsto un ulteriore riconoscimento per il rientro degli emigrati sardi e dei loro discendenti, valorizzato attraverso un incremento del punteggio, in considerazione del contributo che tali rientri possono apportare in termini di radicamento e stabilità della popolazione. Accanto ai criteri obbligatori, i Comuni possono introdurre criteri aggiuntivi e premialità, purché coerenti con le finalità della misura e non discriminatori. Tra questi il radicamento economico locale; condizioni di disagio abitativo; recupero di immobili nei centri storici; situazioni socio-economiche di fragilità. In questo modo si realizza un equilibrio tra indirizzo regionale e valorizzazione delle specificità locali.
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