Unità di sforzi tra Capitaneria di Porto e Polizia Stradale per evitare incidenti dovuti ad imprudenza e disattenzione
ALGHERO – Se chi aveva paura dell’autovelox, si sfogava in mare, considerato zona franca, da oggi avrà una preoccupazione in più. La Capitaneria di Porto di Alghero e la Polizia Stradale hanno infatti fatto fronte comune, unendo le loro diverse specificità, per contrastare i “pirati del mare”. Non quelli con benda nera sull’occhio e la bandiera nera col teschio issata sul pennone più alto, ma quelli che, approfittando dello spazio, navigavano tirando al massimo i propri motori fuori o entro bordo.
Ora, chi supererà i tre nodi, la velocità consentita nella zona portuale, verrà subito rilevato da un tele-laser, simile a quelli già conosciuti nelle strade extra-urbane. L’impulso della macchina, farà funzionare una stampante, che segnalerà l’esatta velocità tenuta dal natante. Se verranno superati i limiti, il marinaio che avrà esagerato, verrà raggiunto da un gommone della Guardia Costiera, dovrà esibire tutti i documenti e gli verrà contestato un verbale per eccesso di velocità.
Il tenente di vascello Emilio Del Santo, comandante della Capitaneria di Porto di Alghero, ed il colonnello Raffaele Angioni, comandante provinciale della Polizia Stradale, durante le prime prove eseguite sul molo di soprafflutto del porto algherese, hanno spiegato il funzionamento delle macchine e l’utilità delle stesse, con l’aspetto preventivo sicuramente primario rispetto a quello repressivo. Un natante che tiene una velocità eccessiva porta gli ovvi pericoli diretti, ma anche indiretti, legati al moto ondoso creato. Il “barcavelox”, verrà utilizzato in tutta la zona, nelle acque di Porto Torres, come nell’Area Marina Protetta.
Nella foto: Il macchinario provato questa mattina nel porto di Alghero
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