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S.A. 1 aprile 2026
Michele Orecchioni neo presidente Cia Sardegna
E' stato eletto dall’Assemblea elettiva regionale, riunita ieri a Cagliari, alla presenza del presidente nazionale, Cristiano Fini, e subentra all’uscente, Francesco Erbì


CAGLIARI - Michele Orecchioni è il nuovo presidente di Cia Sardegna. È stato eletto dall’Assemblea elettiva regionale, riunita ieri a Cagliari, alla presenza del presidente nazionale, Cristiano Fini, e subentra all’uscente, Francesco Erbì. Nel corso dell’Assemblea, coordinata dal direttore regionale, Alessandro Vacca, sono stati eletti anche i nuovi organismi dirigenti della Cia in Sardegna e i delegati che parteciperanno all'Assemblea nazionale. L’elezione di Orecchioni è la conclusione di un percorso di rinnovamento dei rappresentanti territoriali, che ha visto nei giorni scorsi l’insediamento dei presidenti del Nord Sardegna, Antonio Satta, e Sud Sardegna, Fernando Atzeni.

Numerosi i temi trattati nel coso dell’assemblea regionale, partendo dalle principali emergenze che influenzano l’andamento del comparto agricolo isolano, stretto nella morsa di molteplici e sempre più pressanti problemi Alle difficoltà strutturali del settore e dell’intero tessuto economico e sociale della Sardegna, si sommano le problematiche generate dalle dinamiche nazionali e internazionali. Prime fra tutte le guerre in corso in Ucraina e in Medio Oriente, che hanno fatto causato l’aumento incontrollato dei prezzi del gasolio, dell’energia, dei fertilizzanti, dei trasporti e in generale delle materie prime. A livello regionale le aziende agricole e zootecniche devono fare i conti con gli eventi climatici intensi e prolungati che hanno creato dissesti in tutta l’isola e stanno condizionando le ordinarie pratiche agricole, con i campi finora impraticabili per consentire le lavorazioni e gli impianti delle produzioni primaverili.

Le materie prime (concimi, sementi, gasolio, energia elettrica), anche per via delle guerre in atto nel Medio oriente e in Ucraina, continuano la loro corsa al rialzo, rendendo impossibile far fronte ai costi di produzione, aumentando così il rischio di abbandoni e chiusure. Si allarga inoltre il divario tra i prezzi pagati alla fonte ai produttori agricoli e quelli pagati dai consumatori sui banchi di vendita.
“I cambiamenti climatici che in questi anni hanno alternato siccità a piogge e turbolenze violente, hanno messo a dura prova la tenuta delle aziende agricole e zootecniche sarde”, è stato detto durante l’assemblea.

«Per questo oggi ribadiamo, così come abbiamo fatto in questi mesi e settimane, che è necessario che tutti, istituzioni, Comuni, Province, Regione, associazioni di categoria e sindacati chiedano all’unisono che si accertino i danni e si vada a definire e approvare i decreti per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, definendo risorse (regionali, nazionali e comunitarie) che consentano rapidamente di risarcire i danni subiti dalle aziende e dai territori». La crisi coinvolge tutti i settori: dal suinicolo a quello ovi-caprino, dal bovino al cerealicolo; dall'ortofrutta al vitivinicolo, nessuno è immune e ne rimane escluso. «Per questo pensiamo che l’analisi delle agricolture presenti in Sardegna, accompagnata da idee di sviluppo e progettualità, possano costituire l'ossatura per organizzare una nuova conferenza sull'agricoltura, col coinvolgimento di tutti i portatori di interessi: dalla politica alle organizzazioni professionali agricole, anche coinvolgendo tecnici (ordini professionali), università e strutture regionali che hanno competenza in materia».
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Giovedì 10 settembre nel Piazzale del Campanile della Mercede ad Alghero, Magnifica Humanitas porterà al centro del confronto la lettera enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, pubblicata da Feltrinelli con l’introduzione di padre Antonio Spadaro .



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