La denuncia di Antonio Oscar Campus, segretario responsabile UIL FPL – ASL Sassari, che chiede spiegazioni all´Azienda Sanitaria Locale, subentrata nella gestione del nosocomio all´Aou di Sassari
ALGHERO - «Il Servizio di Endocrinologia dell’Ospedale “Marino” si trova oggi in una condizione di estrema difficoltà operativa che rischia di compromettere l’attività clinica e diagnostica a danno diretto dell’utenza. È necessario premettere che dal 1° gennaio 2026 il Presidio Ospedaliero Marino è transitato dall’AOU di Sassari all’ASL di Sassari. Un passaggio di gestione che, allo stato attuale, rende ancora più incomprensibile quanto accaduto nelle ultime settimane. Non si comprende come, a seguito del passaggio di gestione dal 1° gennaio, si possa procedere al ritiro di apparecchiature sanitarie fondamentali senza alcuna comunicazione preventiva al personale e senza la necessaria documentazione formale»: la denuncia di Antonio Oscar Campus, segretario responsabile UIL FPL – ASL Sassari, che chiede spiegazioni all'Azienda Sanitaria Locale, subentrata nella gestione del nosocomio all'Aou di Sassari.
«In data 2 gennaio è stato infatti portato via dal reparto un ecografo in dotazione al Servizio di Endocrinologia: si trattava dell’ecografo in uso alla dott.ssa Badessi, apparecchiatura ad alta risoluzione, indispensabile per l’esecuzione di esami specialistici e biopsie eco-guidate tiroidee. Nella giornata odierna, un secondo ecografo Fuji è stato rimosso dal servizio. Ancora più grave il fatto che il personale sanitario non sia stato preventivamente informato. Un tecnico si è presentato per il ritiro dell’apparecchiatura senza alcuna documentazione formale, senza consegna di atti ufficiali o verbali di presa in carico» spiega il dirigente sindacale.
«Appare pertanto del tutto anomalo che, a seguito del trasferimento del Presidio Marino sotto la gestione dell’ASL di Sassari, si proceda al ritiro di apparecchiature sanitarie destinate al servizio di Endocrinologia con una presunta destinazione verso l’AOU, senza che vi sia alcuna chiarezza circa il titolo giuridico di tale operazione. Attualmente nel reparto permane un solo ecografo obsoleto, non idoneo all’esecuzione di biopsie. Ciò determina di fatto un blocco dell’attività interventistica, con inevitabili ripercussioni sui pazienti e sui tempi di attesa Attualmente nel reparto rimane infatti un solo ecografo, peraltro obsoleto, non idoneo all’esecuzione di biopsie e di esami ad elevata precisione diagnostica. Non si può accettare che un servizio specialistico venga depotenziato senza alcuna programmazione, senza comunicazione e senza garanzie di sostituzione immediata delle apparecchiature, tanto più in una fase di transizione gestionale tra enti diversi» conclude Campus.
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