Illustrati da Giovanna Corda nella seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo gli emendamenti del Gruppo Pse sul sostegno alle produzioni di latte ovicaprino
STRASBURGO - Con tre emendamenti ed un intero paragrafo ex novo, il numero 8, il futuro delle produzioni di latte ovicaprino della Sardegna è stato posto all’attenzione del Parlamento Europeo. Li ha illustrati, nella seduta plenaria di mercoledì, l’eurodepuatata sardo-belga Giovanna Corda, che li ha firmati insieme ad altri del Gruppo Pse (primo firmatario Luis Manuel Capoulas Santos, coordinatore del Pse nella Commissione Agricoltura), su proposta della vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Bernadette Bourzai. E’ questo il primo atto tangibile effettuato dalla delegazione di otto eurodeputati delle Commissioni Agricoltura e Pesca, guidati da Giovanna Corda, subito dopo la loro visita in Sardegna, conclusa sabato 14 Giugno. Tutti e tre gli emendamenti pongono infatti la necessità di sostenere anche le produzioni di latte ovicaprino, accanto a quelle delle carni, che interessano più specificamente le aree di produzione della Francia, della Gran Bretagna e di altre aree del centro-nord Europa e sui c’era già un orientamento consolidato. In particolare, Corda ha sottolineato, illustrando il nuovo paragrafo, che «la produzione del latte ovino e caprino deve essere incoraggiata allo stesso titolo della produzione di carne ovina e caprina, al fine di garantire in modo particolare prospettive reali per lo sviluppo della catena di trasformazione del latte e di produzione dei formaggi di cui la tipicità e la qualità sono largamente riconosciuti».
Nell’emendamento numero 5, paragrafo 1 modificato, si riconosce «la necessità urgente per la Commissione e il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea di garantire un avvenire fruttuoso e duraturo alle produzioni di latte e di carne di origine ovina e caprina in Europa, di incoraggiare la consumazione di questi prodotti», il concetto è che non solo si ritiene che si debba favorire l’ingresso nel settore di giovani allevatori, sostenere il mantenimento di imprese agricole, che contribuiscono al mantenimento all'ambiente, ma che occorra anche un sostegno comunitario per i prodotti dell’allevamento ovicaprino.
Nell’emendamento numero 7, paragrafo 3 modificato, è stata inoltre inserita la richiesta, rivolta alla Commissione e al Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, di assegnare urgentemente un sostegno finanziario supplementare anche ai produttori di latte di origine ovicaprina, oltre che alle carni, affinché si possa sviluppare una produzione autosufficiente, guidata dal mercato e orientata verso i consumatori europei. Di fatto, con questo intervento, le ragioni dei produttori di latte ovicaprino e suoi derivati della Sardegna sono entrate dalla porta principale nell’assemblea di Strasburgo, che di questo dovrà discutere, un fatto eccezionale visto che la Sardegna ormai da tempo non ha una sua rappresentanza al Parlamento Europeo.
E’ stata quindi raccolta con un primo atto concreto la forte preoccupazione per questo settore essenziale dell’economia sarda, espressa negli incontri effettuati dalla delegazione delle Commissioni Agricoltura e Pesca del Parlamento Europeo, nel corso della visita in Sardegna. In più occasioni, infatti, l’eurodeputata francese Bernadette Bourzai si era impegnata ad intervenire sulle specificità della filiera ovicaprina e delle produzioni legate al latte, che presentano in Sardegna caratteristiche e problematiche ben diverse rispetto a quelle di altre regioni e Paesi europei. I problemi del settore erano stati infatti sottolineati in particolare nell’incontro in Consiglio Regionale con le massime rappresentanze istituzionali sarde, come il Presidente del Consiglio Giacomo Spissu, il Governatore Renato Soru, l’assessore del Lavoro Romina Congera, le Commissioni Agricoltura e Pesca e Politiche Comunitarie, nell’incontro con l’assessore dell’Agricoltura Francesco Foddis, e nei contatti preparatori tenuti in particolare con il capo di gabinetto dell’Agricoltura Pietro Tandeddu. Ma un momento assai significativo è stato rappresentato proprio dalla visita ad alcune aziende di allevamento ovino di tipo tradizionale nella zona di Benetutti, dove lo stesso sindaco Gianni Murineddu, a nome di decine di amministratori della zona, ed allevatori come Fausto Mulas (che non dispone ancora neanche della luce elettrica), avevano avuto modo di esprimere in termini molto concreti e tangibili le difficoltà del settore ed i pericoli di un ulteriore aggravamento se a Strasburgo si fosse affermata la linea in atto, e cioè il sostegno alle produzioni di carni ovicaprine, sostanzialmente a favore dei produttori di Francia e Gran Bretagna o di altri Paesi del centro-nord, a discapito di quelle produzioni in cui il latte rappresenta ancora la risorsa fondamentale, come in Sardegna. L’incontro con i produttori, nella concretezza della loro attività e della loro esperienza, era stata una specifica esigenza posta dalla delegazione, come elemento essenziale per una valutazione concreta dei problemi dei diversi settori. Va sottolineato come la missione in Sardegna degli eurodeputati di cinque nazioni diverse, era stata fortemente voluta proprio da Giovanna Corda, che il 20 Luglio 2007, al momento della notifica del suo ingresso a Strasburgo, si era impegnata a portare nel Parlamento Europeo anche le ragioni della “sua” Sardegna, dalla quale manca da cinquanta anni, ma con la quale ha mantenuto e mantiene fortissimi legami, e per la quale è costantemente impegnata nel ruolo di esperta nella Consulta per l'Emigrazione.
Nella foto: La sede del Parlamento Europeo a Strasburgo
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