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Antonio Burruni
20 maggio 2008
«Le scommesse con i propri soldi»
Il dibattito in aula è stato serrato e non sono mancati i toni accesi. Minoranza assai critica su tutta l´operazione

ALGHERO – L’argomento Swap era certamente molto atteso in aula ed il contraddittorio tra le parti non è mancato. Un contraddittorio che però, dal punto di vista tecnico non c’è stato, come sottolineato da Gavino Tanchis, vista la presenza dei tecnici della Bnl, banca stipulatrice dell’accordo, ma non di altri consulenti esterni. «Un tecnico della Bnl non potrà mai parlare male dei derivati, pena il licenziamento» sentenzia il rappresentante di Arcobaleno di Stella Nascente. La presenza di Marcello Grassi (responsabile dei rapporti tra Bnl ed Amministrazione Pubblica per l’area Lazio-Sardegna), Giuseppe Branca (responsabile della gestione rapporti tra Bnl ed Amministrazioni Pubbliche per il Nord Sardegna) e Roberto Antonimi (responsabile desk nel comparto di finanza derivata), ha dato il la ad una discussione con più strumenti, nonostante le diverse estrazioni culturali dei consiglieri in aula. Il primo a prendere la parola è stato Matteo Tedde, consigliere Sdi primo firmatario della mozione in esame. Tedde ha dichiarato subito di aver preparato un evoluzione storica differente rispetto a quella presentata dai tecnici Bnl ed ha poi spiegato il suo punto di vista, ricordando pareri e delibere di alcune Corti dei Conti di altre regioni legate ad operazioni similari. E’ toccato poi ad Enrico Daga entrare nel merito politico, più che tecnico della situazione. Ha ricordato come, in Inghilterra, queste operazioni fossero in voga una ventina d’anni fa, ma ora fossero state messe al bando nei rapporti tra banche ed Enti Locali. «La generazione presente deve lavorare per migliorare il mondo per le generazioni future. Voi invece lavorate solo per massimizzare il consenso: magia e finanza creativa per un bilancio che fa acqua da tutte le parti». «E’ un’operazione scellerata, potenzialmente capace di un dissesto finanziario – ha attaccato Tanchis – Allo stato originario sembrerebbe vantaggioso, ma poi viene snaturato da una serie di scommesse. Ma le scommesse si fanno con i propri soldi, non con quelli dei cittadini. Invece il Comune di Alghero ha giocato d’azzardo, come alla roulette di un casinò». Angelo Piras ha sottolineato gli sforzi “commoventi” dell’assessore Pais, ma ha ricordato anche che gli assessori non devono fare i broker, perché «l’Amministrazione Comunale deve seguire il principio del buon padre di famiglia, che invece in questo caso è stato violato». Il consigliere del Pd ha quindi chiuso il suo intervento con una proposta provocatoria. «Propongo alla Bnl di aggiungere una clausola, in modo che la banca si accolli tutte le perdite che superino il limite massimo indicato dal precedente assessore alle Finanze». «E’ un’operazione che nasce da un’esigenza politica – ha sottolineato Vittorio Curedda – Siete per la “politica del fare”, ma per fare ci vogliono i soldi e qualcuno si deve indebitare. Il Consiglio Comunale deve dire chiaro e forte che non va bene – ha proseguito – non è tempo di alzare palette, ma di fare un’analisi critica. Qui il sindaco ha sbagliato, volendo vincere le elezioni facendo campagna elettorale con qualche opera pubblica di evidenza, rimandando poi gli oneri alle generazioni future. Vi chiedo di votare una mozione che porti ad un’analisi seria», ha concluso il capogruppo dell’Opposizione. «E’ una mozione leggera, non per difendere una parte ed accusarne un’altra, ma per portare l’argomento all’attenzione del Consiglio e della città tutta. Chiediamo solo di sapere qual è il rischio per le tasche dei cittadini». Ha iniziato così il suo intervento Valdo Di Nolfo, che ha proseguito dicendo di essersi sentito preso in giro dal sindaco e dalla Giunta, quando ha saputo che gli esperti presenti in aula erano dipendenti Bnl. «Perché abbiamo cambiato istituto di credito se con l’altro ci guadagnavamo?» ha chiesto subito Gavino Scala. «Qui stiamo giocando alla lotteria – ha proseguito il decano dei consiglieri d’Opposizione – con la differenza che alla lotteria qualche volta si vince». L’ultimo intervento dai banchi dell’Opposizione è venuto da Gianni Cherchi, che ha ricordato subito come la normativa vigente dichiari che chi decide di accendere un’operazione finanziaria del genere debba essere riconosciuto capace di intendere in questo campo. «E difficilmente un amministratore di ente locale è alla pari con un laureato preparato espressamente sull’argomento. Molto spesso, le banche si fanno glimaffari propri sulla pelle dei clienti che non hanno contezza della situazione. Non sono Onlus – ha proseguito – e se ci possono lasciare in “braghe di tela” lo fanno. Ora – ha concluso – valutiamo la possibilità di prendere una posizione unitaria, per prendere la decisione di sentire altri pareri tecnici».
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