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Antonio Burruni
17 aprile 2008
Corinne Corbia, medici a giudizio
Il Gup Massimo Zaniboni ha accolto le richieste del Pm Gianni Caria. l´accusa è omicidio colposo. Prima udienza tra quasi sei mesi

ALGHERO – Giovedì 2 Ottobre, il cardiologo Tonino Bullitta ed il medico sportivo Paolo Patta, si presenteranno davanti al Giudice Monocratico di Alghero per l’inizio del processo che li vedrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Questa la decisione presa ieri mattina dal Giudice per le Udienze Preliminari Massimo Zaniboni che, dopo aver dichiarato nulli ed inutilizzabili alcuni atti presentati dagli avvocati difensori Gianpaolo Galleri e Salvatore Porcu, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal Pubblico Ministero Gianni Caria. L’accusa si basa soprattutto sul fatto che, i due medici, hanno ignorato in sei occasioni i segni del problema cardiaco congenito di Corinne Corbia, la giovane morta nel sonno il 28 Giugno 2004, subito dopo il completamento degli esami di maturità. Impossibile, avevano spiegato Peter Schwartz, Primario del Reparto di Cardiologia dell’Ospedale “San Matteo” di Pavia, e Rita Celli, medico legale di Torino, che i due specialisti non si fossero accorti delle tracce della sindrome del Qt lungo, causa, pare del decesso della giovane pallavolista algherese. Di parere opposto, invece, i tre professionisti presentati dalla difesa per le perizie di parte: Giusto Giusti, Francesco Paribello (anatomopatologo) e Bruno Carù (cardiologo). La famiglia Corbia, parte civile del processo, rappresentata dall’avvocato Giovanni Maria Dedola, spera che la giustizia metta un punto alla loro triste storia. La storia di una ragazza brava e studiosa, che danzava sotto rete.
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