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A.B.
15 aprile 2008
Presentato il nuovo libro di Giovanni Maciocco
“Fundamental Trends in City Development”, il titolo dello scritto che si occupa, appunto, delle tendenze fondamentali nello sviluppo della città dal punto di vista architettonico

ALGHERO - «È un libro che cerca di esplorare la condizione urbana contemporanea tramite le categorie dell’utopia come reazione all’immobilità, a un fastidio dovuto al fatto di vivere in un’epoca in cui non si vede più, perlomeno nei fenomeni più visibili o quelli rappresentati dai media, una tensione alla costruzione della città, ambiente propizio alla vita organizzata». È uno sguardo critico quello proposto da Giovanni Maciocco nel suo ultimo libro “Fundamental Trends in City Development” (ed. “Springer Verlag”) presentato ieri ad Alghero nei locali della Facoltà di Architettura, di fronte a una vasta platea di studenti, docenti e curiosi. La città mai come oggi è un tema sentito e sofferto sia da chi la studia e la progetta sia da chi la vive quotidianamente, con i suoi tratti distintivi, le sue problematiche, le sue derive. E proprio da tre derive fondamentali prende avvio il nuovo libro di Maciocco, con l’analisi dello sprawl, come liquefazione della città, crescita urbana senza forma, “esplosione della città”, dell’urbanità generica, come fenomeno di standardizzazione della vita e dello spazio prodotto dallo shopping, e della segregazione urbana, come fenomeno prodotto dall’agglomerazione spaziale delle nuove elites urbane, che crea spazi sociali potentemente strutturati e separati come fortilizi. Fenomeni distinti che tuttavia hanno in comune la perdita della città come spazio di comunicazione e di interazione sociale e come spazio della sfera pubblica. Per esplorare queste tre derive l’autore interpreta alcune posizioni di urbanisti e di studiosi della città utilizzando come categoria analitica l’utopia, individuata in tre figure principali, conservativa, liquidatoria e resistente, che consentono sia di leggere gli atteggiamenti degli urbanisti rispetto ai fenomeni emergenti nel mondo urbano, sia di mettere maggiormente a fuoco questi fenomeni. Nell’ultima sezione invece, la città ritrovata, la redita urbs, l’autore tenta di delineare un percorso che rifletta sulle possibilità di ricostituire la città come spazio di dialogo e di comunicazione, di creare le condizioni spaziali della sfera pubblica e di ritrovare, in un certo senso, la città. Un testo «che mi ha agitato intellettualmente e psicologicamente», ha confessato Francesco Indovina, docente di Interpretazione delle strutture urbane e territoriali alla Facoltà di Architettura di Alghero e direttore delle riviste “Archivio di studi urbani e regionali” ed “Economia urbana-Oltre il Ponte”. Un libro completo e ricco di citazioni, da Tsung Leong a Koolhaas, da Böhme a Savinio e Caillois, da Norberg-Schulz a Cerdà, Wagner, Hausmann, Le Corbusier, da De Carlo a Olivetti, Fernando Clemente e Cacciari, da Hannah Arendt a Mike Davis e tanti altri ancora. «Un libro in cui ritrovo un atteggiamento decisamente ottimista sul futuro della città – ha continuato Indovina - e in cui colgo un’idealizzazione della città del passato che non è tuttavia un rimpianto». Un libro che ha dato avvio a un fervente confronto sul rapporto tra città “tradizionale” e “città contemporanea”, sull’annosa questione delle periferie e delle aree di bordo, sulla specializzazione sociale dello spazio, per riuscire non solo a descrivere (il come) ma anche interpretare (il perché) lo sviluppo della città. Una città che spesso è stata protagonista, dagli scritti di Ballard (“Un gioco da bambini”) a quelli di Asimov (“Abissi d’acciaio”, “Il sole nudo”, “I robot dell’alba”) «così come in altre opere di fantascienza che si confrontano con l’utopia e con i modelli proposti dall’urbanistica, mettendone in evidenza i rischi e le possibili aberrazioni», ha sottolineato Arnaldo Cecchini, docente di Pianificazione Territoriale e presidente del corso di studi in Urbanistica alla Facoltà di Architettura di Alghero. Un’opera grande, «realizzata da una persona che non scrive per soddisfare proprie ambizioni professionali o esigenze editoriali – ha aggiunto Oriol Nel.lo i Colom, docente all’Universitat Autònoma de Barcelona (Uab) e alla Facoltà di Architettura di Alghero, segretario generale della Pianificazione della Comunità Autonoma Catalana – ma da un soggetto che assume il punto di vista sia del pratictioner che del diagnostic e che intende solo spiegare, appunto, i trend fondamentali nello sviluppo delle città, così come prospettato nel titolo (Fundamental Trends in City Development, ndr), proponendo soluzioni per far fronte ai problemi che ne derivano. Un consiglio? Leggetelo».
Nella foto: Un momento della presentazione di ieri
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