L’uomo dichiara di aver dato mandato al legale per avere giustizia. Dalla compagnia irlandese secca replica, «le istruzioni delle assistenti di volo devono essere ascoltate»
ALGHERO – Finisce tra le mani degli avvocati l’incredibile episodio che domenica scorsa ha coinvolto un medico sassarese e il figlio di 8 anni sul volo Alghero-Londra, entrambi costretti dal comandante del Boing della Ryanair ad
abbandonare l’aereo, perché rei di non ascoltare le informazioni di sicurezza prima del decollo. L’uomo, prima di raccontare nel dettaglio il fatto, sottolinea come mai abbia alzato la voce durante tutta la sua permanenza a bordo e ripercorre i momenti precedenti al decollo, ricordando che conversava (con voce normale) con una conoscente incontrata a bordo dell'aereo, che sedeva a meno di un metro di distanza da lui. «Durante l'illustrazione delle misure di sicurezza, uno steward mi ha detto di stare zitto, con tono brusco. Ho commentato alla mia conoscente che erano veramente bruschi, e non era la prima volta. Dopo 5 minuti dal fatto, a presentazione terminata, un'altra hostess si è avvicinata, e mi ha detto che non dovevo permettermi di parlare, che ero stato già sgridato, e se volevo scendere dall'aereo. Assai meravigliato, le ho chiesto se mi stava minacciando, e costei ha risposto: "Si, la sto minacciando, e non voglio doverla sgridare un'altra volta". A questo, osservavo che a mio parere non era bello sgridare i passeggeri, in quanto pagano il biglietto e sono i clienti della compagnia. Tutto ciò in toni assolutamente calmi e misurati, come possono testimoniare le decine di passeggeri intorno al sottoscritto, uno dei quali non ha nemmeno sentito lo scambio di battute pur essendo ad un metro e mezzo di distanza. A questo punto la hostess ha detto "Adesso basta" e si è recata dal comandante, che ha deciso di sbarcarmi sulla base di chissà cosa riferitogli dalla hostess, rifiutando categoricamente di sentire la mia versione, nonostante lo abbia chiesto tramite l'agente di polizia salito a bordo». Il medico, che riferisce di viaggiare da più di trentacinque anni e di non aver mai avuto alcun tipo di problema a bordo di qualsiasi aereo, stupito dall’accaduto e sicuro di aver subito un abuso, dichiara di aver già dato mandato al suo avvocato di procedere alla querela della compagnia, sia in sede civile che penale, per violenza privata. Dalla compagnia irlandese arriva la secca replica di Alessia Viviani, sales and marketing manager per l'Italia, «la nostra priorità è la sicurezza a bordo dei nostri velivoli. Le istruzioni delle assistenti di volo devono essere ascoltate e seguite per tutta la loro durata».
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