Dietro l’arresto dei due malviventi un lungo lavoro d’indagine, partito da Cagliari e proseguito ad Alghero
ALGHERO – Non è la prima volta che un atto criminoso si consuma nella Riviera del Corallo negli ultimi tempi, ma con la
rapina di ieri i cittadini algheresi hanno vissuto attimi di vera paura. Sono infatti in tanti, ora, a dire di aver visto numerose auto dell’anticrimine in giro per la città fin dal mattino, con un dispiegamento di forze dell’ordine quanto meno sospetto. Di sicuro, la partenza della spedizione di Giancarlo Orrù e Marco Lucariello alla volta di Alghero, era ben nota alla Squadra Mobile di Cagliari, che ha inviato diverse auto della Sezione Antirapine nella cittadina catalana. Pare infatti che gli investigatori del nucleo cagliaritano, dopo una serie di "colpi" succedutesi lo scorso anno nel capoluogo, avessero messo Alghero in testa alla classifica dei probabili obiettivi dei malviventi. Il conflitto a fuoco del pomeriggio algherese ha scatenato paure e polemiche. La signora Anna, si è vista arrivare una pallottola vagante che, per sua fortuna, ha leso soltanto il suo giubbotto. Visto che la signora ha dichiarato che si stava recando a giocare al Lotto, si può ben dire che ieri, per lei, è stata una giornata comunque fortunata. Polemiche tra i genitori dei bambini che, ieri pomeriggio, attorno all'ora della sparatoria uscivano dalle scuole elementari di Via Giovanni XXIII. Nella conferenza stampa di questa mattina, negli uffici della Questura di Sassari di Via Ariosto, il questore Cesare Palermi, alla presenza del dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alghero Fortunato Marazzitta, ha analizzato i fatti. I due rapinatori, residenti a Cagliari ma bresciani d’origine, sono delle vecchie conoscenze delle forze dell’Ordine, così come i rispettivi fratelli, arrestati quattro anni fa per un’altra rapina in banca. I due, indossato delle parrucche e degli occhiali, corretto le impronte digitali con lo smalto acrilicato, sono entrati nella banca di Largo San Francesco parlando con marcato accento napoletano, per confondere le acque. Preso il bottino, sono scappati su una Fiat Uno bianca, risultata precedentemente rubata. Il sostituto commissario Pais ha subito esploso un colpo d’arma da fuoco verso l’auto, ma la fuga è proseguita verso il centro cittadino, prima in Via Sassari e poi in Via Pascoli, dove, praticamente all’incrocio con Via Giovanni XXIII, un’auto civetta ha tamponato l’auto in fuga, bloccandola. Uno dei due malviventi si è subito arreso, mentre l’altro ha cercato una via di fuga, ma è stato prontamente fermato. Recuperato l’intero bottino: 20mila euro.
Nella foto il segno del proiettile sulla Fiat Uno utilizzata dai malviventi per la fuga
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