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Antonio Burruni
28 gennaio 2008
Alta tensione nel carcere di Alghero
Volano cazzotti tra guardie carcerarie, la smentita del dirigente Brancati

ALGHERO – Ci sarebbe una discussione sull’organizzazione dei turni, dei riposi e delle ferie, alla base del litigio tra guardie carcerarie avvenuto nel carcere “San Michele” di Alghero. E' volato qualche cazzotto, tra due agenti, mentre un terzo, che cercava di fare da pacere, e stato anche lui coinvolto nel bisticcio. Alla base di tutto, la carenza di personale, resa ancora più evidente dall’arrivo di alcuni carcerati particolarmente esagitati. Il rischio di aggressioni è sempre alto con conseguenti stati di tensione che in passato hanno costretto le guardie anche a lunghi periodi di malattia per problemi di origine psichica. Sono oltre centoventi, infatti, i detenuti attualmente ospitati nel carcere di Via Vittorio Emanuele, alcuni dei quali bisognosi di particolare sorveglianza, da parte di un centinaio circa di agenti. Anche i diversi corsi avviati, e rinomati in tutta la Penisola, sono motivo di problemi, visto che le “classi” hanno bisogno di controlli, che vanno a ridurre quelli tradizionali dei sette bracci. In mattinata la smentita del Commissario Brancati, dirigente del reparto di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Alghero, che dichiara prive di fondamento le indiscrezioni sul litigio interno.
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