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Red 20 settembre 2020
Terapia intensiva: «serve accreditamento definitivo»
I consiglieri comunali dei gruppi di Centrosinistra Futuro Comune, X Alghero, Sinistra in Comune e Partito democratico commentano nel ultime notizie sul Reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale Civile di Alghero e sulla necessità di un accreditamento «definitivo e non provvisorio in funzione Covid»


ALGHERO - «Che arrivino gli arredi dopo un anno nel Reparto di Terapia intensiva non è una notizia. Soprattutto, viene fatto passare per un grande risultato il possibile accreditamento provvisorio. Di cui peraltro ancora non si conosce la data». I consiglieri comunali dei gruppi di Centrosinistra Futuro Comune, X Alghero, Sinistra in Comune e Partito democratico commentano nel ultime notizie sul Reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale Civile di Alghero [LEGGI].

«Alla Regione, all’assessore Nieddu e al consigliere del territorio Michele Pais – proseguono i membri dell'Opposizione locale - diciamo che non ci accontentiamo di una eventuale apertura provvisoria e emergenziale. Terapia intensiva ad Alghero è stata finanziata e voluta dal governo regionale di Centrosinistra nel 2006 come struttura polispecialista, cardiologica e post operatoria e realizzata nel 2017 da altro governo regionale di Centrosinistra. Solo grazie a questo reparto, reso strutturale e non come viene annunciato, solo provvisorio, l’ospedale di Alghero potrà mantenere il Dea di primo livello».

«Non abbiamo dimenticato gli annunci, come quello del dottor Liperi, si disse richiamato personalmente dal sindaco in emergenza dalla pensione, di cui non sappiamo che fine abbia fatto e se mai abbia ripreso servizio. Servono invece, se vogliamo essere seri, nuovi anestesisti e nuovi infermieri che gestiscano ordinariamente la terapia intensiva. Serve un accreditamento definitivo che garantisca il Dea di primo livello al nostro ospedale, non quello provvisorio solo in funzione Covid. L’ennesima beffa», concludono Gabriella Esposito, Mario Bruno, Pietro Sartore, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Mimmo Pirisi e Valdo Di Nolfo.
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