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Red 2 settembre 2020
«Colazione nella spazzatura»
Lo sottolinea il delegato del Wwf Italia per la Sardegna Carmelo Spada, che mostra l’immagine dei turisti stranieri che hanno fermato il loro furgone, aperto gli sportelli, si sono seduti ad ammirare il paesaggio e fare colazione, davanti ad uno dei più suggestivi paesaggi della Sardegna, Capo Caccia vista dalla strada litoranea Alghero-Bosa


ALGHERO - «La foto, scattata alle 8.30 della mattina di mercoledì 2 settembre, è emblematica, reale, assurda e inaccettabile al tempo stesso». Esordisce così il delegato del Wwf Italia per la Sardegna Carmelo Spada, che mostra l’immagine dei turisti stranieri (nella foto se ne vede solo uno, ndr.) che hanno fermato il loro furgone, aperto gli sportelli, si sono seduti ad ammirare il paesaggio e fare colazione, davanti ad uno dei più suggestivi paesaggi della Sardegna, Capo Caccia vista dalla strada litoranea Alghero-Bosa. Peccato però che, nella piazzola, ci sia tanta spazzatura.

«Il precedente dossier del Wwf sullo stato della litoranea Alghero-Bosa risale al 15 giugno scorso, in esso - continua il rappresentate per la Sardegna del Wwf Italia - abbiamo chiesto alle Istituzioni un rapido intervento per rimuovere le situazioni di degrado e un sistema di controllo e vigilanza contro i “barbari” che devastano la bellezza che ha tutti i titoli per essere inserita negli elenchi del patrimonio paesaggistico dell’umanità». Le Istituzioni, ovvero l'ex Provincia di Sassari, hanno risposto e stanno procedendo con gli interventi di bonifica, ma mentre si bonifica una piazzola, sembra che gli incivili si accaniscano in un’altra. Infatti, diverse discariche sono state rimosse ma, al tempo stesso, molti rifiuti, compresi eternit, sono stati riversati dagli incivili nelle scarpate e sopra la vegetazione. Un danno ambientale, potenzialmente pericoloso anche per la salute umane e, vista le posizione in cui sono finiti, risulta anche difficile il loro recupero con gli interventi di bonifica in corso.

«Oltre a questi aspetti di degrado ambientale, abbiamo riscontrato anche l’inquinamento vegetale - denuncia l'associazione ambientalista - infatti insieme a materassi e rifiuti vari abbiamo monitorato la presenza di una pianta esotica che cresce in mezzo alla macchia mediterranea come se fosse una pianta tipica della Sardegna. Qualcuno, oltre a liberarsi dell’arredamento che ha buttato nella scarpata della piazzola in corrispondenza delle vasche di Ciù Peppino, ha buttato anche delle piante esotiche che caparbiamente hanno messo radici e vegetano rigogliose. Piante aliene che non devono vegetare tra le specie autoctone della macchia mediterranea cosi come gli incivili che gettano i rifiuti sulla strada panoramica, non dovrebbero essere presenti nel consorzio umano», ha concluso Spada.
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