Scadranno il prossimo 29 marzo i termini per la presentazione delle offerte per l’aggiudicazione dei lavori. L’appalto prevede un importo di circa un milione e 156mila euro
Entro i primi di aprile dunque, si conoscerà il nome dell’impresa che sarà incaricata di terminare il progetto della famigerata piscina comunale, una delle più grandi incompiute pubbliche della città. Un progetto che a causa dei ben noti strascichi legali ha comportato un notevole dispendio di risorse per le casse del comune nel corso di un decennio.L’importo complessivo a base d’asta ammonta a circa un milione e 156mila euro, ossia poco più di due miliardi e duecento milioni di vecchi lire. Una cifra che l’Amministrazione è riuscita ad ottenere attraverso l’accensione di un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti. Ad un anno dunque dal sopraluogo nell’impianto di Maria Pia, effettuato dal sindaco Tedde, l’assessore allo sport Muroni insieme ai tecnici del Federazione Italiana Nuoto, tra breve potranno partire i lavori. Opere che dovranno concludersi presumibilmente entro un anno dall’avvio del cantiere. L’impianto di Maria Pia infatti è ridotto al semplice rustico del progetto originario mentre numerosi apparati tra i quali caldaie altre strumentazioni idriche sono ormai divenuti inservibili. In questa prima fase dei lavori si procederà anche al completamento dell’edificio che ospiterà spogliatoi, docce, servizi igienici e locali di ristoro. Non è previsto in questo primo lotto invece la copertura dell’impianto natatorio. L’amministrazione comunale è comunque a lavoro per reperire nuovi fondi da destinare a tale scopo. Non è infatti logico pensare ad utilizzo della piscina limitato alla stagione primavera estate, soprattutto in una località balneare come Alghero, dove l’estate si va al mare e non in piscina. L’aspetto comunque importante da rilevare è comunque il fatto che con tutta probabilità nei primi mesi del 2005, ci si potrà tuffare nella vasca di Maria Pia. Un sogno per tanti appassionati nuotatori algheresi che non possono permettersi per ragioni economiche, di frequentare l’unico impianto natatorio privato operante in città.
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