ALGHERO - «Lo sciopero della fame attuato ormai da molti giorni da centinaia di detenuti condannati all'ergastolo pone al mondo della politica un problema di coscienza e di diritto al quale va prestata la massima attenzione». Così l'algherese di adozione Mauro Bulgarelli, capogruppo di "Insieme con l'Unione" in commissione giustizia del senato e presentatore di un ddl per l'abolizione dell'ergastolo, secondo il quale «il tema dell'ergastolo, solleva una pluralità di questioni di carattere costituzionale e umanitario, già affrontate in sede di diritto comunitario, che il nostro ordinamento giudiziario non può continuare a ignorare; tra queste -continua Bulgarelli- vi è soprattutto l'incompatibilità tra l'erogazione di una pena perpetua e la finalità primaria che dovrebbe avere il trattamento penitenziario, cioè la rieducazione del condannato, prevista dall'art. 27 della costituzione. È chiaro, infatti, che il principio rieducativo della pena, che è un architrave dello stato di diritto, viene ad essere vanificato dall'ergastolo, che non prevedendo una fine della detenzione cancella il diritto e l'aspirazione del detenuto al reinserimento sociale. Del resto, l’esperienza insegna come, in linea generale, la gravità della pena, oltre un certo limite, non abbia affatto efficacia preventiva, che è invece realmente assicurata dal restringimento delle aree di impunità e dall’efficienza e rapidità del processo. Per questo la protesta dei detenuti merita il massimo rispetto e reclama di essere affrontata dalle istituzioni -conclude il parlamentare- con la dovuta urgenza».
Nella foto Mauro Bulgarelli
Commenti