Presenti questa mattina il sindaco Tedde, l’assessore Spano e gli architetti responsabili dei lavori di consolidamento
ALGHERO – «Un nuovo spazio culturale e sociale sta per essere consegnato alla città. Una nuova opportunità per incontri, piccoli convegni, uno spazio di dimensioni relativamente contenute, ma di grande pregio». Questo il primo commento del sindaco Marco Tedde, sulla nuova realtà socio-culturale, rimessa in piedi dopo un primo lavoro di restauro. Si tratta della “Villa di Campagna San Michele”, edificio costruito tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo dai padri gesuiti che risiedevano nel Collegio del Centro Storico. La costruzione, ai tempi in aperta campagna, serviva per trascorrere brevi periodi di vacanza, ed aveva diverse funzioni: di preghiera (al piano terra, è presente una piccola cappella), di aggregazione sociale (davanti alla cappella si trova un “revellì”, una parete molto bassa, tipica delle case coloniche algheresi, per sedersi e stare insieme a parlare), agricola (connesso alla villa, risultava infatti un recinto piantumato con alberi da frutto, agrumi ed ulivi). Nel 1988, la Soprintendenza ha posto il vincolo alla struttura. Gli edifici presenti nell’insediamento sono in realtà due. Uno, costituito dal solo piano terra, mentre l’altro, oggetto appunto del restauro, si sviluppa su due piani, con due corpi ortogonali, ed occupa una posizione a “L”. Il piano terra è composto da due locali. Uno, di quindici metri per sette e mezzo (un tempo adibita a stalla), diventerà una sala polivalente, mentre l’altro, (l’ex cappella, quattro metri per tre), fungerà da sala d’ingresso. Al piano superiore si trova un’altra sala della stessa dimensione della stalla sottostante, ed un altro spazio, ovviamente di misure minori. La centralità dello spazio di aggregazione è tipica dell’architettura popolare della Sardegna. Chi conosceva la storia di “Villa San Michele”, aveva accolto con piacere la notizia del via ai lavori di recupero conservativo, affidati alla ditta “Giovanni Fara” di Aggius, il 6 Marzo scorso. I lavori, preventivati in circa duecentodieci giorni, hanno rispettato la tabella di marcia. La direzione dell’opera è dell’Alta Sorveglianza della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, mentre il progetto definitivo è firmato dall’architetto Paola Alciator, presente al sopralluogo di oggi, anche in veste di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione. Ad accompagnare il sindaco Marco Tedde, assieme all’assessore comunale ai Lavori Pubblici Gianni Spano, c’erano anche l’architetto Michele Marinozzi, assistente alla direzione dei lavori, ed il geometra del Comune di Alghero Paolo Fenu. L’intervento di recupero, sottolineato dall’assessore Spano come «segno di concretezza dei lavori dell’Amministrazione», si chiama tecnicamente “messa in sicurezza”, comportando la ristrutturazione delle parti obsolete. Con i lavori appena ultimati, grazie ad un finanziamento regionale di circa duecentomila euro, si è consolidato l’edificio, rifatti i solai, ricostruiti gli intonaci interni ed esterni, ricostruiti i tetti in legno di castagno e tegole, predisposta la rete fognaria, messa in opera degli infissi. Mancano ancora, i servizi, gli impianti e gli allestimenti. Per questo, è previsto un nuovo appalto, da circa quattrocentosettantamila euro, già previsti nel bilancio comunale, che dovrebbe comportare un lavoro complessivo (appalto, progettazione e completamento opere) che richiederà un anno e mezzo di tempo. L’utilizzo del fabbricato, inutilizzato e precario dalla fine degli anni ’70, potrebbe essere, oltre a quello indicato dal sindaco Tedde, quello di un centro di aggregazione giovanile di quartiere.
Nella foto: Un momento del sopralluogo di questa mattina
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