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Cor 17 febbraio 2020
«Basta spot sul latte ovino»
La CIA Sardegna critica duramente il tavolo regionale e le proposte dell’assessora Gabriella Murgia sul latte ovino. Pesante nota contro la scelta di creare l´ennesimo ente in agricioltura


CAGLIARI - La Cia Sardegna registra suo malgrado l’assenza di risposte da parte dell’Assessorato dell’Agricoltura e della Regione in merito alle necessità del comparto ovi-caprino isolano. Il tavolo convocato dall'assessora Gabriella Murgia per fare il punto sugli accordi firmati un anno fa in Prefettura, a Sassari, si è rivelato una perdita di tempo e ha confermato che la Regione è profondamente lontana dalle difficoltà che vivono le aziende agricole sarde. Davanti a una situazione oggettivamente in stallo da un anno e a una prospettiva catastrofica che vede delinearsi sullo sfondo della Finanziaria regionale un taglio di 12 milioni di euro sui fondi destinati all'agricoltura isolana, la Regione è stata capace di proporre solo l’ennesimo spot pubblicitario, annunciando la nascita di un “Ente Sardo per la Pastorizia”. Un organismo che dovrebbe servire per la programmazione e lo sviluppo della pastorizia sarda, e per superare i problemi del prezzo del latte. Nella pratica si vuole costituire una nuova struttura che assorbirà risorse per la gestione, che avrà un nuovo presidente e un nuovo direttore generale. Niente di più che un ritorno al passato.

«Tutto questo per mascherare il fatto che la Regione e l’assessora Murgia non hanno nessuna idea e nessuna proposta concreta in grado di dare sicurezza e prospettive a questo comparto. L’assessora ha trattato con leggerezza tutti i problemi sottoposti alla sua attenzione, rivelando parecchia confusione tra processi che portano alla costruzione del prezzo del latte, che avviene attraverso la contrattazione tra chi il latte lo vende e chi lo acquista per destinarlo alla trasformazione, e le questioni che disciplinano le attività del Consorzio di tutela del pecorino romano o le cooperative di trasformazione».

«L’assessora dimentica di avere competenze primarie nel settore, che derivano dallo Statuto Speciale della Regione Autonoma della Sardegna, rimbalza le sue responsabilità sulla gestione dei problemi verso altri soggetti, e dimostra quanto la Regione sia ancora lontana dal registrare la necessità di costruire la filiera del comparto. Una filiera che agisca in maniera trasparente sull'adeguato riconoscimento del prezzo del latte, in considerazione dei costi di produzione, e sulla valorizzazione del prodotto primario, anche con campagne di marketing».

«In Regione manca la consapevolezza sulla necessità di costruire un percorso d’innovazione che dovrebbe coinvolgere la ricerca e le aziende ovine della Sardegna, per migliorare la capacità produttiva e la qualità; manca un indirizzo sulla necessità inderogabile di sviluppare la tracciabilità dei prodotti e sostenere l’obbligatorietà dell’entrata in funzione del Registro Telematico, che obbligherebbe tutti a registrare il latte prodotto, il latte conferito in entrata e quello trasformato in uscita. Tutto questo davanti a uno scenario preoccupante: è in atto il tentativo di affossare definitivamente l’Organismo Interprofessionale Latte Ovino Sardo (OILOS), che non ha mai funzionato a causa di cavilli burocratici; la legge 44/2019 (legge sulle emergenze agricole) che prevedeva interventi a sostegno del comparto (45 milioni di euro stanziati) è in alto mare; sullo sfondo della finanziaria regionale si delinea un taglio di 12 milioni di euro a valere sui fondi dell’agricoltura sarda, che se dovesse essere realizzata sarebbe una bella mazzata» conclude la nota della Cia Sardegna.
Commenti
20:13
«Siamo pronti a intervenire subito per aiutare le nostre aziende agricole che, già duramente colpite dall’emergenza CoronaVirus, hanno visto le loro coltivazioni devastate da eventi atmosferici avversi, come gelate e brinate, che ci sono stati segnalati in questi giorni», dichiara l’assessore regionale dell’Agricoltura Gabriella Murgia
2/4/2020
Pioggia di milioni per l’agricoltura per mitigare la grave crisi economica del CoronaVirus. Dei 30milioni di euro stanziati (15 per il 2020 e 14,5 per il 2021) destinati per la competitività delle filiere, 8 andranno al settore ovicaprino
2/4/2020
Dei 29,5milioni totali per tutta Italia del Decreto, 7,5 andranno al settore ovino, suddivisi nelle annualità 2020 e 2021: 3,5 nel 2020 e 4 nel 2021. Questi, si vanno a sommare ai 2milioni di euro del fondo indigenti, destinati per omogeneizzati di agnelli


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