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Red 10 febbraio 2020
Reggimento Genio: un secolo di storia
I soldati sardi del Quinto Reggimento Genio guastatori dell Brigata Sassari si sono ritrovati al circolo della caserma “Bechi Luserna” di Macomer per il racconto di un secolo di storia


MACOMER - “Il Quinto Reggimento genio, da minatori a guastatori”. Questo il titolo di una conferenza di carattere storico-militare organizzata nei locali del circolo della caserma “Bechi Luserna” di Macomer, sede del Quinto Reggimento Genio guastatori della Brigata Sassari. Ad aprire i lavori è stato il comandante di reggimento, colonnello Pietro Romano, che ha illustrato alla platea i temi della conferenza, alla presenza del prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese. Il comandante ha rivolto un particolare ringraziamento al vicesindaco di Macomer Rossana Ledda, per il supporto fornito dall'Amministrazione comunale all'organizzazione dell'evento. Romano ha dato il benvenuto ad Andrea Cecchellero, sindaco di Posina, Comune del vicentino sul cui territorio fu realizzata la famosa “Strada delle cinquantadue gallerie” del Monte Pasubio, sulle Piccole Dolomiti. Giorgio Madeddu, consigliere di presidenza dell'Associazione Mineraria sarda, ha parlato del valore dimostrato dai sardi in guerra e ha illustrato alcune fotografie storiche tratte da un album fotografico originale di un Kaiserjager, un reggimento di fanteria dell'esercito austro-ungarico dislocato in Veneto. La parola è passata a Roberto Titoni, membro dell'Associazione Combattenti e reduci di Iglesias, che ha letto una lettera del comandante del plotone autonomo minatori sardi del Quinto Reggimento. Quindi, l'intervento di Cechellero: «Durante il Primo conflitto mondiale, il Monte Pasubio è stato lo scenario in cui l'Esercito ha combattuto una dura e logorante guerra di posizione».

La costruzione di un complesso sistema di corridoi e gallerie di oltre 6chilometri ad opera della 33esima Compagnia Minatori e del plotone autonomo minatori sardi del Quinto Reggimento Genio, ha giocato un ruolo fondamentale per consentire i rifornimenti delle truppe al fronte e per la tenuta delle posizioni italiane. Con questa motivazione, il 30 dicembre 2019, riconoscendo il sacrificio e l'abnegazione dei soldati del reggimento, in prevalenza sardi, ed in segno di vicinanza e amicizia, il Consiglio comunale di Posina ha deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria al Quinto Reggimento Genio guastatori, ricostituitosi in Sardegna nel 2003. La conferenza è proseguita con l'intervento dello storico dell’arte Giorgio Pellegrini, ex docente di Storia dell’architettura e dell’arte contemporanea nell'Università degli studi di Cagliari, già assessore alla Cultura del comune di Cagliari ed autore di numerose pubblicazioni di carattere storico-militare. Pellegrini ha focalizzato l'attenzione sulla memoria dei genieri minatori sardi, accompagnando il pubblico alla scoperta di una pagina importante, ma ancora oscura della tradizione militare isolana. La guerra sotterranea condotta da giovani minatori sul Monte Sief e sul Col di Lana, alle pendici delle Dolomiti, ha interessato e certamente inorgoglito i convenuti, tra i quali una nutrita rappresentanza di guastatori sassarini, ideali continuatori di questa straordinaria vicenda militare.

Il tenente colonnello Pasquale Orecchioni, direttore del Museo storico della Brigata Sassari, ha posto l'accento sulle gesta dei soldati della Brigata Sassari, dalle imprese che li hanno visti protagonisti indiscussi nel Primo conflitto mondiale al professionale contributo nelle operazioni in patria e nelle missioni di pace all'estero in cui l'Esercito opera complessivamente con circa 10.600 militari. Giuliano Chirra, autore di numerosi libri sulla Brigata Sassari, tra cui “Mortos in sas Africas: i soldati sardi caduti sui fronti africani e nel mare Mediterraneo: 10 Giugno 1940–13 Maggio 1943”, si è soffermato sulle gesta dei soldati sardi impegnati sui fronti africani durante la Seconda guerra mondiale, presentando alla platea fotografie e documenti donati dai discendenti dei soldati caduti, a testimonianza della ricchezza della microstoria delle comunità locali sarde, un patrimonio immateriale di valore inestimabile. Il colonnello Romano ha ripercorso le tappe storiche del Reggimento, dalla sua costituzione ad oggi, illustrandone i compiti, le capacità espresse e gli attuali impegni nazionali ed internazionali. Al termine della conferenza, il coro tradizionale a tenores, Su Contzertu de Abbasanta, ha cantato “Dimonios”, l’inno della Brigata Sassari. Viva soddisfazione è stata espressa dal prefetto di Nuoro per l’organizzazione dell’evento di divulgazione promosso dal Reggimento, certamente utile a conoscerne la storia ed a collocare le preziose capacità militari dei guastatori “sassarini” nel contesto della sicurezza interna ed internazionale. La conferenza si inquadra nell’ambito delle iniziative volute dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’armata Salvatore Farina, finalizzate all’innalzamento culturale del personale anche in termini di conoscenza della storia militare e delle vicende storiche del Paese.

Nella foto: un momento dell'intervento del vicesindaco Rossana Ledda
Commenti
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