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A.B. 24 gennaio 2020
«Trento squadra pericolosa»
Questa mattina, nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Gianmarco Pozzecco ha incontrato la stampa in vista della sfida di domani contro la Dolomiti energia Trento. Al PalaSerradimigni, Devecchi e compagni affronteranno l’Aquila nella sfida valida per la terza giornata di ritorno del campionato Lba


SASSARI - Questa mattina (venerdì), nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Gianmarco Pozzecco ha incontrato la stampa in vista della sfida di domani, sabato 25 gennaio, contro la Dolomiti energia Trento. Al PalaSerradimigni, Devecchi e compagni affronteranno l’Aquila nella sfida valida per la terza giornata di ritorno del campionato Lba. «Abbiamo visto il calendario e sappiamo che domani si giocheranno partite importanti, ma siamo focalizzati su noi stessi, la classifica è soddisfacente già oggi e non abbiamo la necessità impellente di migliorarla. Siamo competitivi, i ragazzi dimostrano grande fame, ma sappiamo che dobbiamo affrontare Trento e deve essere la nostra unica preoccupazione, come ogni volta che scendiamo in campo».

All’andata, avevate strappato la vittoria al termine di una sfida ostica.
«All’andata, come sapete, non ho visto gli ultimi 5', perché espulso, ma ho visto il mio staff tecnico condurre una partita complicata, ricordo due bombe che furono decisive, una di Spissu e una di Jerrells. La vittoria fu un capolavoro del mio staff, che avevano condotto alla perfezione il finale di partita. Noi siamo cresciuti rispetto a quella sfida soprattutto per le certezze che abbiamo: sappiamo cosa vogliamo e dove vogliamo andare. C’è questa consapevolezza che per costruire qualcosa di importante deve esserci la voglia di stare insieme, condividere il campo e finora abbiamo sfruttato al meglio l’opportunità di crescere insieme».

Che avversario è l'Aquila Trento?
«Trento è una squadra che quando inizia a giocare fisicamente può mettere in difficoltà chiunque. Adesso c’è Alessandro Gentile che è determinante, automaticamente condizionante in modo positivo per la squadra come ogni giocatore forte che si rispetti. Sono una squadra pericolosa che, per come è costruita con tanti italiani, mi piace molto poi gioca l’Eurocup che è competizione complicata, ha vissuto delle difficoltà oggettive ma ha dimostrato di essere forte vincendo partite toste».

Coach, attualmente ha pareggiato il numero di vittorie dello scorso anno.
«Questi numeri mi rendono felice, ma i giocatori restano i veri protagonisti, io come voi sono un fortunato spettatore che assiste a un dato statistico importante, si parla dell’80percento di vittorie che è clamoroso. Sono contento per loro, ne sono felice: vedo i ragazzi che stanno bene insieme e se lo meritano. Per me oggi poter vedere i miei giocatori vivere le stesse gioie che ho vissuto io è ciò che mi gratifica di più».

Come procede l’inserimento di Coleby?
«Con lo staff eravamo consapevoli che non fosse facile sostituire un giocatore come Jamel che, oltre all'aspetto tecnico, riuscisse a mantenere l'atmosfera nello spogliatoio e la prima cosa che mi ha colpito di Dwight è proprio questo grande sorriso che ha. Giocare a pallacanestro deriva da come sei come persona, in campo non va il giocatore, ma l’uomo e volevamo un giocatore che avesse l’entusiasmo di giocare in questa squadra: all’inizio non sarà semplice adeguarsi ai nostri equilibri e avrà bisogno di tempo, ma sono sicuro che riuscirà a breve a entrare in questi meccanismi ben definiti. Lo vedo entusiasta di essere qui. Credo che in realtà McLean e Coleby non siano così diversi, sono due giocatori di squadra, uno per esperienza e uno per energia: Jamel è un ottimo rimbalzista offensivo per lettura, Dwight ha la stessa caratteristica per atletismo, forza fisica ed energia. Sono giocatori complementari con Miro, Dwayne Paulius e Daniele; sicuramente Dwight è una pedina che aumenta il nostro bagaglio tecnico per i lunghi».

Nella foto (della Dinamo basket): Gianmarco Pozzecco
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