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Red 17 gennaio 2020
Monte Rosello basso: «Arru conferma la soppressione»
«Nessun ripensamento, nessuna revoca della delibera comunale in cui il Comune di Sassari decide la soppressione della storica scuola del Sacro Cuore del quartiere del Monte Rosello»¸ dichiarano i membri del Comitato promotore in difesa dell’Istituto


SASSARI - «Dopo il clamoroso dietrofront del 9 gennaio scorso, l’assessora comunale Arru ha incontrato il 15 gennaio scorso una delegazione di genitori del Comitato in difesa dell’Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso. Nessun ripensamento, nessuna revoca della delibera comunale in cui il Comune di Sassari decide la soppressione della storica scuola del Sacro Cuore del quartiere del Monte Rosello»¸ dichiarano i membri del Comitato promotore in difesa dell’Istituto. A più riprese, la delegazione ha chiesto come mai non sia stata rispettata la decisione della Conferenza dei Sindaci in cui a maggioranza (sedici su ventuno) ha respinto la proposta di soppressione. I genitori hanno chiesto anche il motivo per cui non sono state seguite le linee guida deliberate dall’Assessorato regionale alla Pubblica istruzione, in cui si stabilisce che la linea politico-programmatica per la Regione autonoma della Sardegna sia quella di mantenere e difendere tutte le autonomie scolastiche.

Arru ha risposto che il parere della Conferenza dei sindaci non è vincolante e che il Comune di Sassari non è tenuto a seguire le indicazioni delle Linee guida regionali e che tantomeno cambierà posizione per una raccolta di firme. La delegazione ha obiettato alle affermazioni dell’assessore con i diversi argomenti già esposti nell’istanza inviata a Comune e Regione, nella petizione ed in altri documenti, ma tutto questo non ha prodotto alcuna apertura al dialogo. Nel suo lungo intervento, la Arru ha detto, che «le autonomie le salvano solo i numeri e che le autonomie si perdono solo quando si perdono i numeri». A questa affermazione, la delegazione ha chiesto «come mai si vuole sopprimere un Istituto sano, con tutti i numeri a posto, che ha più di 800 iscritti e che rispetta tutti i parametri ministeriali e regionali. Un Istituto - hanno sottolineato i genitori - che costituisce un'eccellenza ed è ricco da un punto di vista didattico e culturale con i diversi progetti in corso come ad esempio Erasmus plus per tutti gli ordini di scuola; il potenziamento della lingua inglese; i progetti contro la dispersione scolastica (Linea C) "Non disperdiamoci" e tanti altri».

«L’assessora non ha dato risposte – proseguono i membri della delegazione nel loro racconto - ma ha difeso alcuni Istituti cittadini, ignorando completamente il Monte Rosello basso. In particolare, ha sottolineato che l’Istituto comprensivo di Via Manzoni potrebbe trovarsi in sofferenza, rischiando di perdere la presidenza e ha quindi ritenuto necessario potenziarlo attribuendogli un ulteriore plesso sottratto all’Ic Monte Rosello basso, quello di Via Baldedda, che si troverebbe in una posizione più favorevole rispetto alla parte alta del quartiere. Lo spostamento dei plessi di Via Forlanini dall’Ic San Donato all’Ic Salvatore Farina ha reso inoltre necessario il soccorso all’Ic San Donato, con l’attribuzione dei plessi di Piazza Cuore e di Via Pavese, sottratti anche essi all’Ic Monte Rosello basso. L’assessora Arru ha poi affermato che con la soppressione dell’Ic Monte Rosello basso e l’attribuzione dei suoi plessi ai due Istituti Monte Rosello alto e San Donato, i plessi ex Monte Rosello basso non solo non perderanno niente, ma avranno solo da guadagnarci».

A conclusione dell’incontro, Arru ha confermato che il Comune non revocherà la delibera, ne modificherà il Piano di dimensionamento cittadino. La delegazione ha preso atto di queste dichiarazioni e non accetta in alcun modo la presa di posizione dell’assessora, sottolineando che «con il mancato rispetto della Conferenza dei sindaci e delle Linee guida regionali il Comune disattende quanto prescritto dalle leggi vigenti. Appare inverosimile che venga a mancare il rispetto delle norme da parte di amministratori pubblici, che ritengono legittimo amministrare secondo proprie interpretazioni e ritengono di non essere tenuti a scelte oggettive e razionali quali, nel caso, il numero di alunni e il bacino di utenza della scuola. Ad oggi, la decisione finale compete alla Regione alla quale il Comitato di genitori e di cittadini ribadisce la richiesta di non accogliere la delibera del Comune di Sassari».
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