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Red 14 gennaio 2020
Pesca a strascico: denunce, sequestri e sanzioni
Grazie alla costante presenza in mare delle unità navali della Stazione Navale della Guardia di finanza di Cagliari è stata intercettata nei giorni scorsi un’imbarcazione con a bordo un 61enne sorpreso nella notte, in compagnia di un complice. ad effettuare la pesca a strascico nello Stagno di Santa Gilla


CAGLIARI. Grazie alla costante presenza in mare delle unità navali della Stazione Navale della Guardia di finanza di Cagliari è stata intercettata nei giorni scorsi un’imbarcazione con a bordo un 61enne sorpreso nella notte, in compagnia di un complice. ad effettuare la pesca a strascico nello Stagno di Santa Gilla, a pochi metri di profondità. Ne è nato un inseguimento, che ha visto prevalere l’azione della vedetta dei finanzieri, che è riuscita a fermare il fuggitivo, sequestrando l’attrezzatura ed il pescato.

Quest’ultimo è stato immediatamente rigettato in mare, in quanto ancora vivente. L’uomo aveva convenientemente trasformato il proprio natante da diporto in un piccolo peschereccio, dotandolo di apposita strumentazione e modificando opportunamente la piccola rete per effettuare, come i grandi pescherecci, la pesca a strascico tradizionale.

Con il calare della notte, lontano da occhi indiscreti, il pescatore abusivo strascicava con la sua rete il basso fondale del canale di Santa Gilla, nel territorio comunale di Cagliari, creando un danno incalcolabile alla fauna marina, se si considera l’assoluta mancanza di selettività delle specie marine che cadono in queste nella trappole e che spesso diventano strumenti di morte per esemplari allo stato giovanile che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale per la riproduzione. L’autore dell’illecito è stato segnalato all’Autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di obbedienza all'intimazione di fermo di unità navale militare. Sono state comminate sanzioni amministrative fino a 3mila euro.
22/2/2020
Il metodo utilizzato era quello di fingersi intermediari di note società assicurative che contattavano telefonicamente o via e-mail le ignare vittime alle quali sottoponevano preventivi a prezzi decisamente convenienti. In alcuni casi, dopo il pagamento, solitamente richiesto su carte prepagate, hanno emesso anche il contratto assicurativo che, ovviamente, è risultato senza alcun valore
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