Dopo il caso Giordo ora è la volta dell'area Ex-Salca. Milioni di Euro di soldi pubblici spesi per un progetto provvisorio che riduce un'altra area strategica del centro storico a squallido parcheggio di periferia e frena il decollo di Alghero quale città turistica di primo piano in Europa
Alghero perde un'altra importante occasione progettuale. Nonostante da qualche mese a questa parte si inizi a parlare di Architettura, grazie all'istituzione della nuova Facolta, la città, nel primo anno di amministrazione Tedde, dopo essersi vista scippare l'area adiacente la scuola elementare del Sacro Cuore, ora teme per un nuovo progetto.
E' il progetto definito "provvisorio", che scavalca le indicazioni del Piano Particolareggiato del Centro Storico, per l'area prospiciente il porto di Alghero conosciuta come Ex-Salca.
A nulla sono valsi i pareri degli architetti algheresi che qualche tempo fa, con una lettera aperta, inviata al Sindaco del Comune di Alghero (allora Tonino Baldino), agli Ordini Professionali degli Architetti e Ingegneri, all'Istituto Nazionale di Urbanistica sezione Sardegna e agli Organi di Stampa, erano intervenuti per dare il proprio contributo.
Nel documento sottoscritto da undici professionisti si leggeva: "In riferimento alle notizie relative all'avvio della sistemazione dell'area "ex-S.A.L.C.A." ci preme far presente come, spinti dalle necessità contingenti di rimozione delle strutture in cemento-amianto e di reperimento di aree per la sosta, si rischi di perdere un'occasione progettuale di livello internazionale come auspicato da più parti e sancito inoltre dalle norme del Piano Particolareggiato del centro Storico.
Si condivide la decisione del Comune di impegnarsi nell'acquisizione dell'area e di renderla utilizzabile in tempi brevi come area di sosta per compensare le aree perse a seguito della realizzazione del progetto Bousquet.
Non si condivide invece che l'operazione venga risolta con un progetto "provvisorio" che capiamo di impegno economico rilevante.
Non si condivide che si trasformi la configurazione dell'area con abbattimenti senza uno studio approfondito e un progetto definitivo.
I tempi per predisporre un concorso di idee, a partire dalla data di approvazione del Piano Particolareggiato del Centro Storico, erano sicuramente più che congrui e comunque tale concorso potrebbe ancora essere definito in tempi brevi anche con il supporto degli Ordini Professionali di Architetti e Ingegneri, i quali già da tempo auspicano lo strumento dei concorsi di progettazione per una architettura di qualità.
La stessa normativa di riferimento sui Lavori Pubblici (Merloni-ter) nel regolamentare la effettuazione delle attività di progettazione auspica che "(..) Quando la prestazione riguardi la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonché tecnologico, le stazioni appaltanti valutano in via prioritaria la opportunità di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee." valorizzando così il contributo della progettualità espressa dalla libera professione quando, come in questo caso, si affrontino interventi progettuali di rilevanza urbana e che in altri contesti (ad es. il progetto di Frank O. Gehry per il Museo di Bilbao) hanno prodotto esiti di riqualificazione e valorizzazione di risonanza internazionale delle città che li hanno promossi".
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