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Red 3 settembre 2019
Piero Nuti Stintinese doc 2019
La cerimonia di consegna del premio si è svolta domenica al Museo della Tonnara di Stintino, nell'ambito della nona edizione degli “Incontri stintinesi”, iniziativa che punta alla valorizzazione del paese e della sua storia


STINTINO - «Una sera di molti anni fa, mia moglie e io abbiamo visto sorgere il sole da una terrazza sul Golfo dell'Asinara e ci siamo sentiti immediatamente pervadere dall'amore per Stintino». Piero Nuti comincia così a raccontare il suo legame con il borgo di pescatori, durante la cerimonia di consegna dello Stintinese doc 2019, che si è svolta domenica al Museo della Tonnara di Stintino, nell'ambito della nona edizione degli “Incontri stintinesi”, iniziativa che punta alla valorizzazione del paese e della sua storia. A Stintino, l'attore genovese ha trascorso, con la moglie Adriana Innocenti, attrice e regista scomparsa nel 2016, e continua a trascorrere ogni anno lunghi periodi di riposo e contemplazione. «Questo luogo è per me - ha continuato Nuti - paradiso e rifugio. Qui posso godere della bellezza della natura, delle albe, dei tramonti. Con un affaccio privilegiato sul Golfo dell'Asinara».

Il riconoscimento, conferito a chi, stintinese d’adozione e non di nascita, ha portato lustro al paese promuovendone le sue bellezze al di fuori dei confini dell'Isola, è stato consegnato, dal 2011 ad oggi, a tre famiglie che hanno frequentato il borgo per generazioni (i Segni, i Berlinguer e gli Azzena), a due famosi calciatori dell'Inter (Luisito Suarez e Mario Corso), a due uomini legati al mondo delle tonnare (lo storico proprietario della Tonnara Saline Beppe Anfossi e l'ultimo raìs della Tonnara di Favignana Gioacchino Cataldo), all’apneista Massimo Scarpati, allo scrittore Salvatore Mannuzzu ed alla memoria del giornalista Filippo Canu, all’economista Luigi Guiso ed all’artista Paola Dessy. Quest'anno, la scelta è ricaduta su un attore, regista, ricercatore ed autore teatrale impegnato nella valorizzazione del teatro classico e nella promozione della drammaturgia contemporanea. Tra i successi degli ultimi anni, portati in scena con Torino spettacoli, “Il bell’indifferente” di Jean Cocteau, “Farinelli, evirato cantore”, spettacolo che ha portato in tournée in tutto il mondo, e quel “Processo a Socrate”, tratto dai Dialoghi di Platone e Le Catilinarie, che è divenuto il cavallo di battaglia di Nuti, recentemente interpretato anche al Mut.

Durante la serata, moderata dall'assessore comunale alla Cultura Francesca Demontis, è stato presentato il libro “Le vittime della Grande Guerra e il ruolo della Croce rossa italiana”, curato da Costantino Cipolla e Susanna Vezzadini ed edito da Franco Angeli. Hanno dialogato sulle tematiche approfondite nel volume, oltre a Cipolla (docente di Sociologia dell’Università di Bologna e divulgatore scientifico), il sindaco di Stintino Antonio Diana, sorella Luisa Merella (ispettrice del Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa-Comitato di Sassari), Salvatore Rubino (docente di Microbiologia dell’Università degli studi di Sassari e presidente del Centro studi sulla civiltà del mare) e la direttrice del Mut Esmeralda Ughi, autori, questi ultimi, di uno dei saggi del volume, dedicato alla vicenda dei prigionieri dell'esercito austro-ungarico all’Asinara durante la Prima guerra mondiale. La presentazione fa parte delle iniziative legate al progetto di ricerca “Prigionieri di guerra sull'isola dell'Asinara durante la Prima guerra mondiale”, condotto dal Centro studi sulla civiltà del mare e dall’Università di Sassari.

Nella foto: Antonio Diana e Pietro Nuti
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