Tra le 20 citta´ capoluogo di regione la piu´ cara e´ stata Venezia, che su base annua ha registrato un aumento dei prezzi del 3,5%. Seguono Napoli (+3.3%) e Cagliari (+3,1%). Gli aumenti piu´ moderati sono stati registrati invece a Firenze e Campobasso
L´inflazione e´ scesa a gennaio al 2,7% contro il 2,8% di dicembre. Lo ha confermato l´Istat in base alle rilevazioni definitive. I termini congiunturali la variazione e´ stata del +0.3%. Tra le 20 citta´ capoluogo di regione la piu´ cara e´ stata Venezia, che su base annua ha registrato un aumento dei prezzi del 3,5%. Seguono Napoli (+3.3%) e Cagliari (+3,1%). Gli aumenti piu´ moderati sono stati registrati invece a Firenze e Campobasso (+1,9% per entrambe). Nel mese di gennaio gli aumenti congiunturali piu´ elevati dei prezzi al consumo per l´intera collettivita´ si
sono verificati per i capitoli abitazione, acqua, elettricita´ e combustibili, dovuta soprattutto all´ incremento dell´ energia elettrica e del gas, e altri beni e servizi (+1,1% per entrambi). Nel settore dei trasporti la variazione e´ stata 0,6%, in gran parte attribuibile all´ aumento del prezzo della benzina e del trasporto ferroviario.
Stesso aumento anche per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi. I capitoli abbigliamento e calzature, mobili, comunicazioni e istruzione non hanno invece presentato alcuna variazione. Unica diminuzione si e´ infine registrata nel capitolo servizi sanitari e spese per la salute (-1,3%), dovuto, precisa l´ Istat, al calo del prezzo dei medicinali.
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