Le indagini partirono nel Marzo scorso, quando venne trovato un borsone con oltre dieci chilogrammi di sostanze stupefacenti nel bagagliaio di un pullman-navetta nel porto marittimo di Porto Torres
PORTO TORRES – Hanno finalmente un nome ed un volto i responsabili del traffico d’hashish scoperto dalle Fiamme Gialle del Comando Tenenza di Porto Torres nel Marzo scorso. La Guardia di Finanza, allo sbarco della nave proveniente da Genova, trovò nel bagagliaio di uno dei pullman-navetta che collega il porto alla stazione ferroviaria, un borsone contenente oltre dieci chilogrammi di hashish. I primi accertamenti effettuati, finalizzati alla ricerca del responsabile, diedero esito negativo. Da quel giorno iniziarono le attività investigative che fecero ricadere i sospetti su alcuni cittadini di origine marocchina, in particolare sui cugini F.M. e F.N., due ambulanti che avrebbero “piazzato” l’ingente quantitativo nella zona dell’oristanese. L’affare andato male ed il debito conseguente alla perdita del “prezioso carico”, crearono malumori e litigi, a tal punto che dopo poco tempo uno dei due si trasferì ad Ardea, una cittadina in provincia di Roma. Inoltre, grazie alle indagini che fanno capo all’operazione “Chi la fa…l’aspetti!”, sono emersi importanti dettagli ed elementi che collegano i due malviventi direttamente ad altri personaggi noti per condotte criminose, sempre legate al traffico di sostanze stupefacenti. Le attività investigative, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito dunque ai finanzieri di Porto Torres di procedere all’esecuzione di due misure di custodia cautelare, eseguite rispettivamente a Stintino e ad Ardea. I cugini marocchini, ai quali sono anche stati sequestrati cinquemilacinquecento euro, al momento dell’arresto sono sembrati poco stupiti ed hanno accolto quasi con rassegnazione la notifica dell’ordinanza che imputava loro fatti avvenuti diversi mesi prima, ma non per questo dimenticati.
Nella foto uno dei due cugini arrestati
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