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Cor 1 settembre 2007
Vivibilità del centro storico, opinioni a confronto


ALGHERO – Tanti gli interventi all'incontro sulla vivibilità del centro storico di Alghero promosso dal Prof. Arnaldo Bibo Cecchini e molti i lettori di Alguer.it che hanno raccolto il suo appello. La riunione, fissata per le 18:30 di sabato scorso, si è svolta nei locali della libreria “Il Labirinto” di Vittorio Nonis. Una trentina di persone si sono accalcate nel locale per partecipare ai lavori. Tra gli altri, oltre a Bibo, il Prof. Giovanni Maciocco, quattro consiglieri comunali in carica, un ex sindaco ed un rappresentante di Legambiente.

Bibo Cecchini ha riassunto il contenuto della sua denuncia e fissato tre punti cardine. 1) Non è scontato che il turismo porti sempre dei vantaggi ad un città (Lui conosce bene Venezia e ritiene che questa abbia ormai perso la propria battaglia per mantenere vive attività che coesistano in città col turismo). 2) Bisogna riconoscere all'attuale amministrazione la realizzazione di interventi di valorizzazione del c.s. 3) A gioco lungo anche i privati o i gruppi che hanno maggiore interesse nello sfruttamento turistico del c. s. finirebbero per “segare il ramo sul quale sono seduti”. Il cosiddetto “libero mercato”, se lasciato a se stesso può imboccare processi autodistruttivi.

Giuseppe Pala ha osservato che se il c. s. ha impiegato decenni per passare da 12.000 anime alle attuali 1.500, l'eventuale processo inverso potrebbe richiedere un tempo altrettanto lungo o comunque in quella scala di grandezza.

Vittorio Nonis ha osservato che il comparto commerciale ha tanti aspetti e che le attività vanno analizzate in base alla loro tipologia. Esistono regolamenti su orari ed occupazione di spazi pubblici che sarebbe opportuno applicare.

Enrico Loffredo, ex sindaco di Alghero, residente del c. s. da 60 anni, ha dichiarato di avere alzato bandiera bianca e messo in vendita la propria casa. Per parcheggiare in estate si impiegano anche 45 minuti. Facciate storiche sono state “arricchite” con impianti esterni di condizionamento e smaltitori di fumi: aria calda e spesso fetida viene pompata per molte ore al giorno verso le sue finestre. Bar, ristoranti e pizzerie occupano spazi vieppiù ampi e spesso precludono il sonno ai residenti.

Enrico Daga, consigliere comunale d'opposizione, ha dichiarato di avere abbandonato il c. s. pochi mesi fa. Conferma i disagi già descritti e accenna a qualche possibile intervento: formazione specifica per i vigili urbani; finanziamenti per il risanamento di vecchi edifici se destinati ad uso abitativo; navette elettriche a fare la spola fra il centro e il parcheggio del piazzale della pace. Afferma anche l'importanza dello studio del problema e plaude al coinvolgimento della Facoltà di Architettura.

Matteo Tedde, consigliere comunale d'opposizione, ha allargato lo sguardo e affermato che i problemi in discussione riguardano l'intera città, sempre più asservita alle esigenze del turismo, spesso contrapposte a quelle dei residenti. Apprezza l'apporto dell'Università e rileva che una pianificazione di interventi facilmente potrebbe prolungarsi oltre un singolo mandato amministrativo. Per questo è indispensabile un consenso ampio anche se, con tempi così lungi, il tema non possa portare una grande “risposta” elettorale.

Mario Colavitti, che si occupa del tema da molti anni, ha proposto analogie con altri comuni d'Italia che subiscono il fenomeno. Addita Castelsardo come esempio di corretrta gestione e salvaguardia delle dinamiche turistiche. Esclude che si possa tornare alle molte migliaia di residenti nel c. s., ma pensa si possa fare qualcosa. E' importante agire con idee chiare e con adeguata partecipazione dei cittadini, altrimenti si rischia di fare investimenti importanti come il restauro del “Quartiere” senza un'idea precisa di come alla fine saranno impiegati quegli edifici.

Luciano Deriu, di Legambiente, Ha deplorato la formazione di schieramenti ideologici sul tema. Afferma la possibilità e l'opportunità per l'amministrazione civica di ricorrere all'appoggio della Regione, del governo nazionale e dell'Europa. Illustra la redazione annuale di un “Rapporto sull'ecosistema urbano” a cura di Legambiente, dal quale si evince la necessità di controllo ed indirizzo delle dinamiche economiche. E' importante il mantenimento di un certo coefficiente di “diversità” economica e sociale. Menziona anche un promettente “piano per il turismo sostenibile” in via di definizione da parte della Regione Sardegna. Le esigenze di turisti e residenti non sono necessariamente inconciliabili.

Giovanni Maciocco ha ampliato l'ambito dell'analisi all'intera area urbana, da Calabona a Fertilia, descrivendo le naturali geometrie di sviluppo. Apprezza gli interventi sul lungomare nuovo che danno ampiezza alla città e contribuiscono a drenare flussi turistici dal c. s. La via da imboccare sta in mezzo fra i due estremi: la artificialità di una downtown posticcia, simulacro a misura di turista, e la conservazione maniacale dell'esistente, il parco a tema, la teca di cristallo su un mondo scomparso. Il mantenimento di una comunità di abitanti nel c. s. passa per la “vita di prossimità”. L'amministrazione non può influire granchè sulle proprietà immobiliari private ma dispone di un proprio patrimonio col quale può concorrere a sostenere la “vita di prossimità” e la complessità del tessuto sociale ed economico.

Giancarlo Piras, commerciante da generazioni, consigliere di maggioranza, ha rigettato l'idea di un c. s. invivibile, in grado di espellere i residenti. Conferma le idee espresse nel suo intervento dei giorni scorsi su Alguer.it ed elenca alcuni interventi operati dall'attuale amministrazione comunale. Alla fine però concorda sulla necessità di non snaturare il c. s. e dichiara che gli interventi anche futuri dell'amministrazione civica devono tenere in primo piano le esigenze del cittadino.

Luca Gianotzo, giovane residente, ha aggiunto la sua testimonianza sui disagi e le difficoltà di vivere al c. s. Chiede alle amministrazioni di allargare la partecipazione sugli indirizzi assunti e sulla realizzazione degli interventi urbanistici.

Valdo di Nolfo, pirotecnico consigliere d'opposizione, si è detto ostile ad un turismo “vampiro” che relegherebbe gli algheresi a ruoli marginali da camerieri o guardiani di barche. Il c. s. ha bisogno di impiegati, artigiani, pescatori e ragazzi che giocano a palla nelle piazzette sotto casa. Afferma il valore dell'artigianato locale che si rifaccia alle radici marinare della città.

Bibo Cecchini ha poi tratto le conclusioni di questa prima riunione. Afferma il legame indissolubile fra le problematiche del c. s. e quelle della città “nuova”, delle periferie. Depreca la concentrazione di alcune attività di somministrazione ed intrattenimento nel solo centro storico. Spiega il concetto di “centrification” per cui in un quartiere “cittadella” finiscano per abitare solo i ricchi che possono permetterselo più uno sparuto drappello di ostinati irriducibili. In un tessuto sociale sano devono essere rappresentate tutte le classi sociali, tutte le fasce d'età, fra queste gli anziani ed i bambini che devono poter contare su luoghi di aggregazione e sulla disponibilità dei servizi indispensabili. Gli imprenditori sono il motore economico della società ma senza regole appropriate possono innescare ed alimentare processi autodistruttivi. Promette infine di realizzare e diffondere una sorta di verbale di questa prima riunione. Il prossimo incontro potrebbe svolgersi fra quindici giorni, in un luogo più ampio, ed essere dedicato a raccogliere ed ordinare tutte le proposte di intervento sui problemi descritti.
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