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Cor 30 agosto 2007
Gli algheresi immaginano il futuro della città murata
Si sono riuniti presso la libreria “Il Labirinto”. Bibo Cecchini ha esordito riassumendo il contenuto del suo appello ed ha subito passato la parola ai convenuti


ALGHERO - Ieri pomeriggio, come preannunciato, una trentina di algheresi si sono riuniti per provare ad immaginare il futuro della città murata. L'incontro, fissato per le 18:30, è stato ospitato dalla libreria “Il Labirinto” di Vittorio Nonis. Atmosfera informale, eterogenea ma oltremodo civile. Bibo Cecchini ha esordito riassumendo il contenuto del suo appello, già pubblicato in versione integrale da Alguer.it, ed ha subito passato la parola ai convenuti. Fra questi figuravano ben quattro consiglieri comunali, di entrambi gli schieramenti, a dimostrare quanto il futuro della città murata sia in grado di mobilitare l'impegno civile al netto di considerazioni tattiche o ideologiche. Ciascuno dei quattro, nel prendere la parola, ha definito il proprio contributo “personale” e non politico.

Non sono mancate, com'è ovvio, le testimonianze dei residenti, alcuni dei quali hanno trovato particolarmente calzante la metafora dell'assedio di Fort Alamo. L'oggetto delle loro lamentele è noto da tempo ma non per questo meno doloroso: una media di 40 minuti per trovare un parcheggio per la propria utilitaria; clamore di folla e musica fino alle 4 del mattino ed oltre; spazzatura accumulata sulle strade; installazione selvaggia di condizionatori ed estrattori di fumi, spesso convogliati verso le finestre degli incolpevoli residenti; persistenza di espositori, cartigli, bancarelle ed ombrelloni ad occupare quasi tutto lo spazio disponibile. Alcuni presenti hanno ricordato l'esistenza di regolamenti che, se fatti rispettare, potrebbero già oggi porre un freno a questi disagi.

Dalla successione degli interventi, un aspetto del problema è risultato chiaro per tutti: lo spopolamento e la deriva "panturistica" del centro storico sono processi in atto da decenni; nessuno si deve illudere che sia possibile rimediare a tutto in pochi anni o addirittura in qualche mese. Sono anche emerse, in ordine sparso, alcune proposte di intervento, ma tutti alla fine hanno concordato che prima di intervenire in un fenomeno così ampio e complesso sia importante studiare bene la situazione. Interessanti al riguardo i riferimenti ad altre località turistiche: Venezia, Capri e, perchè no? Castelsardo; anch'esse esposte al rischio di vedere immolate la propria storia ed economia sull'altare del dio Turismo.

Sono processi lunghi, si è detto, destinati a superare la durata di questa o quell'amministrazione civica, ma proprio per questo il dibattito non deve essere “partigiano”. Un giovane consigliere d'opposizione ha detto che anche negli anni futuri gli piacerebbe tornare a vedere ragazzi che giocano a palla in qualche piazzetta del centro, finalmente sgombra da automobili ed ombrelloni, o sentire echeggiare i racconti in algherese di vecchi pescatori. Come dargli torto? Un consigliere di maggioranza ha affermato che non si può immaginare un centro storico senza i negozi: ha ragione. Così come ha avuto ragione il Comune a destinare il complesso di Santa Chiara alla Facoltà di Architettura, resistendo alle pressioni che volevano in quel sito un bell'albergone a cinque stelle. Nel chiudere i lavori Bibo Cecchini ha osservato come non abbia senso scindere qualsiasi ragionamento sul centro storico da uno più ampio che abbracci l'intera città. Tutti d'accordo anche su questo punto: niente compartimenti stagni.

Nella foto via Carlo Alberto
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