Ieri, quattro ore di interrogatorio per l’autore del presunto reato. Le due versioni non collimano
ALGHERO – Dopo il lavoro, sarebbero andati insieme a fare un giro dei locali notturni aperti nel centro cittadino, poi avrebbero passeggiato fino a casa e, arrivati attorno alle cinque, si sarebbe consumato un semplice rapporto sessuale tra due persone maggiorenni e consenzienti. Al mattino, i saluti senza problemi. E’ questa la versione dei fatti del trentacinquenne cameriere romano accusato di violenza sessuale da una sua giovane collega. Ieri, tra le 12 e le 16, l’uomo, accompagnato dall’avvocato difensore Stefano Carboni, è stato interrogato dai Carabinieri, su ordine del Pubblico Ministero Francesco Gigliotti, nella caserma di Via Don Minzoni. Ad avvallare la sua dichiarazione, è stato analizzato anche il suo telefono cellulare, con il monitoramento delle telefonate e degli sms inviati nelle ore del presunto reato. La versione del trentacinquenne è diametralmente opposta a quella della diciannovenne cameriera che lo ha denunciato per violenza sessuale. Alla luce dei fatti, il Pubblico Ministero non ha adottato nessuna misura cautelare nei confronti del romano, ma le indagini proseguono.
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