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A.B.
6 luglio 2007
Finanza: Operazione “Lotta al Tarocco”
Le Fiamma Gialle di Olbia hanno denunciato dodici persone e sequestrati centinaia di capi d’abbigliamento ed accessori contraffatti Richiamata l’attenzione dei cittadini a diffidare di venditori che, direttamente sul bagnasciuga, vendono a prezzi “d’affare”. La truffa è dietro l’angolo

OLBIA- I finanzieri della Compagnia di Olbia e delle dipendenti Tenenze di Palau e Santa Teresa di Gallura hanno già denunciato, dall’inizio dell’anno, oltre una dozzina di soggetti (extracomunitari di origine nordafricana) e sequestrati centinaia di capi ed accessori d’abbigliamento, orologi e “simil preziosi” contraffatti. L’attenzione per la stagione estiva è già alta e pattuglie di finanzieri, in divisa e borghese, anche sulle spiagge galluresi, sono già al lavoro per tutelare sia i cittadini da possibili truffe e smercio di merce non sicura o contraffatta, sia l’erario per i conseguenti “ricavi in nero” degli irregolari venditori ambulanti. I comandi galluresi richiamano l’attenzione soprattutto su coloro che sulle note spiagge smeraldine possono essere avvicinati, oltre che da indiani/pakistani/nordafricani, anche – di recente - da distinti signori o signore con provenienza nord europea, i quali, forti della bella presenza e di delicati modi di fare e parlare, riescono a soggiogare le vittime designate, rifilando loro autentici “tarocchi”. In particolare, si parla di vendite di presunti gioielli, orologi ed accessori che, passati per preziosi di sicuro valore, con un valore dichiarato di tre-quattromila euro, vengono ceduto per “modiche cifre” di quattro-cinquecento euro, ovviamente in contanti ed “in nero”. Gli effetti di simili illeciti sono diversi. Innanzitutto parliamo della truffa ai danni del soggetto che, pensando di aver fatto un affare, scopre successivamente di aver acquistato, in realtà, il classico cosiddetto “tarocco”. In secondo luogo, si incentiva la concorrenza sleale nei confronti degli esercenti di settore che vendono nel rispetto delle normative commerciali, fiscali e di sicurezza del prodotto. E, buon ultimo, il conseguente danno alle casse dell’Erario, causato dalla vendita “in nero” degli oggetti.
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