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Cor 21 aprile 2007
Caso Giordo: Interviene Cadinu


Che la verità non stia da una parte sola è cosa nota. Ma leggere sui quotidiani locali proposte di cambiamento rivoluzionario da parte di diversi elementi di spicco della coalizione di centrosinistra, compreso il candidato a Sindaco Vittorio Curedda, mi lascia alquanto perplesso. Per fare mente locale ricordo che il piano parcheggi della Città di Alghero nasce da un’idea di un gruppo di imprenditori edili locali, intenzionati ad investire risorse proprie e far fruire all’Amministrazione dell’epoca, e quindi alla collettività, una cospicua somma di denaro (circa una decina di miliardi di vecchie lire) con la Legge Tognoli. Tale idea progettuale fu messa su carta (senza spese per l’Amministrazione), oltre che dal sottoscritto anche da un architetto e da un ingegnere dei quali non faccio il nome per motivi di privacy. Per essere più precisi l’Amministrazione in carica era quella guidata da Carlo Sechi, che si vide consegnare ufficialmente il progetto di massima di tre interventi: il parcheggio interrato dell’area Giordo, il parcheggio interrato di piazza della Mercede e il parcheggio interrato di piazza Sulis. I grafici furono regolarmente consegnati al protocollo del Comune, e visionati dall’allora Assessore in carica Luigi Altea, facente parte del gruppo DS, quello del consigliere Avv. Claudio Montalto per intenderci. Qualche mese dopo, l’Assessore Luigi Altea si dimise e assunse la delega direttamente il “super Assessore” Fulvio Dettori, (lo stesso attualmente salito di grado ed impegnato credo in faccende di tipo giudiziario alla Regione), anch’esso del gruppo DS, molto vicino comunque al Sindaco Carlo Sechi. Tale Assessore all’epoca ci ricevette e ci consigliò di proporre per il parcheggio Giordo soluzioni differenziate, prospettanti sia un corpo di fabbrica ad un singolo livello ma anche uno a più livelli, peraltro molto simile a quello proposto, per quanto mi è sembrato possibile vedere nel cartellone di via Cagliari e nei giornali, dalla Società Sofingi. Consegnammo anche un plico illustrativo, del quale comunque possiedo copia, ed attendemmo qualche anno sino al cambio della guardia. Con l’Amministrazione successiva, quella guidata da Tonino Baldino, cominciò a farsi largo l’idea del Projet Financing, cioè la proposta da parte dell’Amministrazione di cedere l’area ad una società privata in cambio della costruzione di opere al servizio della collettività. La gestione di tale proposta progettuale fu seguita dall’allora Assessore Pietro Giacomo Canu, attualmente seduto al fianco del candidato a Sindaco Vittorio Curedda in qualità appunto di Segretario Cittadino della Margherita. In seguito con il Commissario Prefettizio si dette il via alla procedura di gara, così come proposto e approvato dalle precedenti Amministrazioni, e cioè parcheggi interrati e fabbricati fuori terra. Come illustrato, mi pare ampiamente contraddittorio che le stesse persone che hanno proposto ed approvato il progetto non la dicano tutta, comprese le responsabilità politiche di quelli che ora gli stanno vicino e li sostengono, asserendo che nel sito occorre solo una grande piazza e più nessun corpo di fabbrica fuori terra, nonostante siano, come illustrato, gli unici propositori delle linee progettuali dimostrando una incoerenza più unica che rara. Ricordo anche che il volume da edificare nel sito deriva dalle direttive del Piano Particolareggiato del Centro Storico fatto redigere dal Centrosinistra e non per una successiva scelta dell’Amministrazione Tedde. Quanto detto dal candidato a Sindaco Vittorio Curedda, circa il “lascito urbanistico” dei “nostri Nonni”, e cioè servizi intorno al Centro Storico, è pertanto da rigettare in pieno, poiché è il Centrosinistra che ha determinato la scelta di edificare l’area. Non vorrei che il problema non sia del progetto ma sia in vece del solito cane dell’ortolano. La verità come si suol dire non sta mai da una parte sola.

Raffaele Cadinu
Commenti
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