|
A.B.
19 marzo 2007
Vertenza agricoltura: Domani Coldiretti scende in piazza
«Il mondo dei campi a Cagliari a difesa dell’agricoltura della Sardegna», domani, martedì 20 marzo, migliaia di iscritti alla Coldiretti parteciperanno alla manifestazione che parte alle 10.30 dal Piazzale Trento di Cagliari, per «riaffermare la centralità dell’agricoltura»

SASSARI - Saranno un migliaio, in viaggio con pullman e automobili, gli agricoltori e gli allevatori della provincia di Sassari che domani, martedì 20 marzo, si uniranno a quelli delle altre province sarde per manifestare davanti alla Regione Sardegna tutto il disagio e la grave crisi che attanaglia il mondo delle campagne. Nei principali centri del nord Sardegna, da giorni è in moto la macchina organizzativa di Coldiretti, che sta predisponendo i mezzi per il trasferimento nel capoluogo degli operatori del mondo agricolo, secondo Coldiretti, stanchi di vedere procrastinate le loro richieste di mese in mese e ormai disillusi per l’incapacità dell’amministrazione regionale di programmare il futuro dell'impresa agricola sarda. «Abbiamo cercato fino a questi ultimi giorni di evitare la piazza – spiega Giommaria Sassu, presidente di Coldiretti Sassari – ma la Regione rimane ancora una volta sorda alla richiesta di modernizzazione e di programmazione del mondo agricolo. Portiamo le imprese in piazza – aggiunge – perché è l’opinione pubblica che deve sapere i disagi quotidiani a cui andiamo incontro». Calamità naturali e epizoozie, indebitamento aziendale, costo dell’acqua, lentezza delle riforme della macchina amministrativa, mancata programmazione nella spesa dei fondi Por. Sono solo alcune delle rivendicazioni inviate nelle scorse settimane agli uffici dell’assessorato regionale all’Agricoltura e che saranno riproposte durante il corteo di martedì. «Chiediamo la partecipazione di tutte le imprese agricole del nord Sardegna – è l’appello di Gianni Vacca, direttore di Coldiretti Sassari – la manifestazione di martedì sarà un momento cruciale nella battaglia per la sopravvivenza del sistema agroalimentare sardo e per il futuro dell’intero sistema economico della nostra isola».
Commenti
|