La suggestiva lettura incrociata delle opere di Massimiliano Fois ha avvolto i presenti in unas coinvolgente atmosfera blues
ALGHERO – “Good Vincenzo”. Bravo Vincenzo, ma soprattutto bravo Massimiliano! Lo scrittore algherese Massimiliano Fois ha centrato assolutamente il bersaglio che si era prefisatto. Lo ha centrato come un killer, come il killer protagonista del suo monologo. Un monologo che, assieme al suo precedente romanzo “Blue Hotel”, è stato al centro della serata organizzata nella saletta del Caffè letterario “Il manoscritto”, colma oltre la capienza prevista. Nell’introduzione alla lettura, curata da Raffaele Sari Bozzolo, gli accostamenti tra Fois “un emergente dell’underground letterario” e alcuni dei più noti romanzieri di sempre hanno fatto capire di che pasta è fatto il trentunenne artista. Un Giovanni Verga stressato, un Fyodor Dostoevsky logorato. Ma anche Fois come Emilio Salgari, che ambientava i suoi racconti in luoghi che non aveva mai visto dal vero. Per Massimiliano Fois: «Little Italy è a New York, ma una piccolaLittle America è nel cuore di ognuno di noi – e aggiunge – Scrivo di ambienti americani perché mi piace. Mi distinguo dagli altri, solo perché non so scrivere di Sardegna. Scrivo l’America come l’ho vista nei film – e conclude – forse le mie origini napoletane mi aiutano a comprendere quelle ambientazioni». Secondo Sari, il monologo si addice alla cifra stilistica di Fois, a metà tra una rilettura di “Romeo e Giulietta” e una storia che parla di “una predestinazione tragica”. La sua è una prosa, naturalmente blues, particolarmente efficace in questo tipo di racconto. La lettura dei brani, accompagnati dalle chitarre di blues di Antonio Fortunato e Angelo Salaris degli “Slaves”, è stata affidata agli attori Ignazio Chessa e Giampaolo Piga. Molto apprezzata la tagliente ironia di Piga, impegnato nella lettura di “Blue Hotel”, nei panni del portiere Jerome. Mattatore della serata è stato Ignazio Chessa, nei panni di Vinny Pizzalonga. Vinny è Vincenzo, il protagonista del monologo, il classico italo-americano tutto “pizza e pistola”, un amante respinto dall’America, che risolve con la pistola tutti i problemi che non riesce a superare con la cultura. E’ la pistola che parla per lui, e l’arma, come si può immaginare facilmente, non sa parlare d’amore. Ignazio Chessa, con la sua vestaglia, ricorda alcuni film del genere e, ci si fa l’idea, che non avrebbe sfigurato in quelle pellicole.
E la vena artistica di Massimiliano Fois non si è certo inaridita dopo questo monologo. Infatti, ha girato il cortometraggio “L’uomo che sparò a Gesù” e, soprattutto, sta già lavorando al suo nuovo romanzo che, assicura, uscirà entro l’anno. Titolo provvisorio: “Sangremar”.
Nella foto: l’attore Ignazio Chessa
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