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Sassari NewsnotiziealgheroAmbienteAgricoltura › Cinghiali: troppi danni. La Provincia corre ai ripari
Sergio Ortu 23 gennaio 2007
Cinghiali: troppi danni
La Provincia corre ai ripari
Grazie ad uno specifico finanziamento ottenuto dalla Regione Sardegna che ammonta a 75mila euro si intende arginare, anche se parzialmente, il fenomeno, mediante concessione di contributi ai proprietari dei terreni


ALGHERO - La Provincia di Sassari corre ai ripari per fronteggiare la pioggia di richieste di risarcimento danni arrecati agli agricoltori da cinghiali e cornacchie nell’agro della Nurra algherese. Troppi davvero i danni in modo particolare prodotti alle colture nell’area di pertinenza provinciale ossia quella dei territori compresi nelle Oasi di Protezione Faunistica e di Cattura di Tramariglio e sulle sponde dello stagno Calich. Grazie ad uno specifico finanziamento ottenuto dalla Regione Sardegna che ammonta a 75mila euro si intende arginare, anche se parzialmente, il fenomeno, mediante concessione di contributi ai proprietari di terreni ricadenti all’interno di dette Oasi per approntare opere di prevenzione nei confronti delle specie selvatiche maggiormente dannose, e cioè il cinghiale e la cornacchia. Tra gli interventi ammessi a contributo ci sono recinzioni elettrificate, protezioni delle viti con rivestimenti a “tubi shelter” e gabbie di cattura per i corvidi. Il limite di contributo ammesso è di circa 2mila euro ad ettaro. Data però l’esiguità del finanziamento si è deciso di concentrare in questa prima fase gli interventi solo sui terreni coltivati a vigneto. I vigneti sono, infatti, una coltura “stabile”, cioè non soggetta a variazioni né di superficie né di tipologia di anno in anno. E per di più i danni arrecati dagli animali selvatici sono tra i più alti, soprattutto se si tratta di vitigni DOC o DOCG. Successivamente a questa prima fase di interventi di sperimentazione si procederà ad un progetto di prevenzione più organico ed esteso anche alle alte colture.
Commenti
14/1/2026
Milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto. È da questa fotografia, tutt’altro che rassicurante, che è partito da Oristano il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agrozootecnici dell’Isola



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