ALGHERO - Nei giorni in cui il cielo è molto cupo sopra l'aeroporto di Alghero dopo l'annunciata chiusura della base Ryanair a partire dal prossimo novembre [
LEGGI], arrivano le prime importanti indiscrezioni che vorrebbero la presenza di alcuni fondi di livello internazionale pronti all'acquisizione delle quote Sogeaal, sul mercato da diversi mesi. Questa, già di per se sarebbe un'ottima notizia, ma non l'unica. Dall'interlocuzione in corso tra Regione, Governo e Ue giungono rassicuranti certezze circa il positivo esito del pronunciamento della Commissione Ue nell'indagine sui presunti aiuti di stato erogati da Sogeaal alla Ryanair. A questo si aggiunge l'interlocuzione aperta in Ministero circa la deroga sarda allo stop per l'aumento delle tasse aeroportuali [
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Notizie che, se confermate, porterebbero a guardare con grande ottimismo il futuro sviluppo dell'aeroporto di Alghero, in uno dei momenti più delicati della storia dello scalo sardo. Non è mistero, infatti, come l'incertezza determinata dall'indagine Ue pesasse come un macigno sulle possibili offerte di privati nella procedura aperta dalla Regione nel maggio 2015 [
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GUARDA]. Ad aver puntato gli occhi sugli scali sardi di Alghero e Cagliari ci sarebbe, tra gli altri, la
F2i Fondi Italiani per le Infrastrutture SGR S.p.A., società partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, istituti e fondazioni bancarie e casse di previdenza.
L'attenzione verso gli aeroporti sardi da parte di
F2i, con partecipazioni in altri aeroporti italiani di primo livello, da Napoli a Sea (aeroporti di Milano) non è un mistero da tempo, ma l'ufficialità sarebbe arrivata nell'ultimo Consiglio di amministrazione della società quando l'offerta per la società di gestione del Riviera del corallo era uno dei punti all'ordine del giorno. L'indiscrezione arriva dal quotidiano
Milano Finanze, che ricorda i «molti se e i molti ma» che pesano sull'operazione: in primis proprio quelli riguardanti l'inchiesta sull'ipotesi di aiuto di stato pendente sulle società di gestione del territorio si legge nell'articolo a firma di Manuel Follis.