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A.B. 13 gennaio 2016
Soru licenzia Deiana: aiuti low cost ammissibili
«Gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili secondo la legislazione europea ed altrettanto ammissibili sono gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree», dichiara l´europarlamentare Renato Soru


CAGLIARI - «Gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili secondo la legislazione europea ed altrettanto ammissibili sono gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree. Ma serve subito un intervento della parte pubblica per salvaguardare un comparto strategico per la nostra Isola». Dopo il taglio di numerose rotte da parte del vettore low cost da e per l'Isola, scende in campo l'europarlamentare e segretario regionale del Pd, Renato Soru, che rilegge gli ultimi anni di storia sarda, a partire dalla procedura d'infrazione avviata dalla Commissione Europea ai tempi della Giunta Cappellacci. «L’attuale situazione nasce dall’indagine avviata nel gennaio 2013 dalla Commissione Europea, riguardante gliaiuti elargiti nel periodo 2010/13 dalla Regione agli aeroporti sardi e da questi poi trasferiti a diversi vettori. Da lì, il blocco dei finanziamenti pubblici agli aeroporti ed il conseguente mancato rinnovo degli accordi con le compagnie aeree».

«Davanti all’attuale impasse – spiega il segretario regionale del Pd - viene facile trovare nell’Europa un capro espiatorio, incolpando le rigide norme europee o il disinteresse della Commissione Europea rispetto alle esigenze di mobilità della Sardegna. Ma le norme europee non impediscono alle Regioni di sostenere lo sviluppo del traffico aereo tramite trasferimenti agli aeroporti per opere infrastrutturali, o per il finanziamento delle compagnie low cost, attraverso tariffe ridotte per i servizi aeroportuali, il cofinanziamento di campagne di co-marketing, il finanziamento per l’apertura di nuove rotte. Inoltre – insiste Soru – le norme europee non impediscono il finanziamento di tariffe agevolate, in regime di continuità territoriale, per motivi sociali legati all’insularità e al ritardo di sviluppo. Le stesse norme europee che oggi ingiustamente incolpiamo qui in Sardegna sono invece utilizzate positivamente da altre regioni europee e sono state, nel passato, utilizzate anche dalla nostra Regione».

«Le difficoltà attuali non nascono quindi dalle norme europee, piuttosto sono il frutto del mancato rispetto o del maldestro utilizzo di tali norme. In particolare sono frutto dei comportamenti messi in atto nel periodo 2010-13, oggetto e della procedura europea ancora in corso. Non esistono dubbi a riguardo – chiarisce l'esponente Democratico - gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili ed altrettanto ammissibili sono gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree, incluso il finanziamento dei costi di co-marketing richiesto da Ryanair. Ciò è chiaramente deducibile sia dalla comunicazione della Commissione Europea sugli Orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree del 2014, che dalle conclusioni di una precedente indagine della Commissione sull’aeroporto di Alghero nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010. In quel caso, la Commissione aveva chiaramente dichiarato legittimi gli aiuti dati all’aeroporto di Alghero, cosi come gli accordi da questo conclusi con diversi vettori, inclusa Ryanair».

Renato Soru ricorda quindi i motivi che hanno portato all'indagine avviata da parte della Commissione Europea: «innanzitutto, il regime di aiuti in vigore dal 2010 è stato notificato in ritardo, solo nel 2011; in secondo luogo, il regime notificato dall’Italia alla Commissione Europea prevedeva la selezione delle compagnie aeree beneficiarie degli aiuti tramite una procedura di gara che però non è mai stata attuata. Infine, gli aiuti alle compagnie low cost erano stati effettuati senza sufficiente giustificazione economica, ma sulla base dell’ipotesi di necessario servizio pubblico, giustificazione che può riguardare solo le rotte in continuità territoriale tramite l’imposizione di oneri di servizio pubblico. Ad essere sotto accusa quindi, non è il regime di aiuti in se, ma le mancanze procedurali della Regione e l’insipienza di chi, nel periodo 2010-13, la governava».

Per Soru, la soluzione è chiara. «Data la chiarezza degli orientamenti europei in materia è necessario elaborare subito una nuova strategia per far ripartire il settore, senza aspettare la conclusione dell’indagine della Commissione, che speriamo comunque essere positiva. Non si tratta di reinventare la ruota, ma di partire da quanto fatto già in passato in Sardegna e da quanto fanno similmente altri aeroporti e altre Regioni in Europa. Le iniziative private, come quella messa in campo in questi giorni da imprenditori e figure di spicco del mondo dell’arte, sono molto apprezzabili ma non possono bastare. Anzi – conclude il segretario regionale del Partito Democratico - esse ci richiamano all’urgente responsabilità della politica. Un intervento pubblico è ormai imprescindibile e urgente e sono certo che la Giunta Pigliaru lo porterà rapidamente avanti senza ripetere gli errori del passato».



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