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Cor 14 gennaio 2020
Storica sentenza. «Il rischio sulle future generazioni di cittadini sarebbe stato altissimo e ovviamente legato all’andamento dei mercati. Una volta tanto finisce bene per il Comune di Alghero. E siamo soddisfatti» sottolineano i consiglieri Gabriella Esposito, Mario Bruno e Pietro Sartore
Swap, vince Alghero: un milione in cassa


ALGHERO - «Il milione per le casse comunali? Un successo delle scelte coraggiose del centrosinistra al governo della città. Se finisce bene per Alghero una pagina scellerata dell’amministrazione Tedde lo dobbiamo alla perseveranza delle amministrazioni di centrosinistra che non hanno avuto remore nel contrastare in giudizio anche un colosso bancario. E’ a tutti noto come l’amministrazione di Marco Tedde decise di operare il consolidamento del debito comunale di 21 milioni di euro, ottenendo un unico finanziamento e di affiancare al nuovo mutuo un prodotto finanziario derivato, scommettendo di fatto i soldi degli algheresi sull’andamento dei tassi d’interessi». Soddisfatti l'ex sindaco Mario Bruno, l'ex assessore Gabriella Esposito ed il consigliere comunale Pietro Sartore per una sentenza importante e per certi versi impensata.

Grazie all’azione puntuale e al pressing del centrosinistra sulla giunta Tedde si ottenne dapprima la nomina di consulenti in grado di monitorare quanto di pericoloso stesse accadendo sulle teste degli algheresi e successivamente all’esito dei loro studi, si procedette nel 2013 all’estinzione anticipata con un valore negativo per l’ente di 364.000 euro. «Nel 2014 avviammo le trattative stragiudiziali per la definizione e compensazione parziale dei rispettivi crediti, interrottesi nel mese di novembre poiché BNL comunicò di non essere disposta a rinunciare al MTM (Mark to Market, sommatoria attualizzata di differenziali futuri attesi). Le trattative, come noto, non andarono a buon fine e nell’incontro tenutosi presso la sede di Roma di Bnl la Banca manifestò la propria indisponibilità a definire l’insorgenda controversia alle condizioni proposte dal Comune. Non ci perdemmo d’animo: chiedemmo al legale già incaricato l’esercizio dell’azione legale. Il risultato? Un milione di euro per le casse comunali».

La sentenza è storica, perché la prima in questo settore per un contratto già chiuso ed estinto. Costi occulti riconosciuti pari a 1.260.000 che scendono a in milione netti per via del costo per l’estinzione anticipata, non solo ma condanna della banca alle spese legali. «Vittoria su tutta la linea, in una battaglia giudiziaria difficile per le condizioni implicite nelle quali ci siamo venuti a trovare. Non si può non ricordare che l’amministrazione di centrodestra ha sempre difeso a spada tratta la bontà di quelle scellerate operazioni di finanza derivata che noi definimmo da sempre un azzardo. Nel 2008 la vicenda era finita anche sulle pagine di «Plus», l’inserto del quotidiano Il Sole 24 Ore, che scriveva testualmente: "Sia che i tassi salgano sia che scendano il Comune di Alghero uscirà perdente dai contratti derivati stipulati con la Bnl". Il rischio sulle future generazioni di cittadini sarebbe stato altissimo e ovviamente legato all’andamento dei mercati. Una volta tanto finisce bene per il Comune. E siamo soddisfatti» concludono i consiglieri Gabriella Esposito, Mario Bruno e Pietro Sartore.
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