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Sassari NewsnotiziealgheroAmbienteOpere › Golf, ecco il progetto-Alghero. Maria Pia primo parco in Italia
G.M.Z. 18 novembre 2019
Protocollato in Comune e Regione il progetto di pubblica utilità per realizzare ad Alghero il primo parco pubblico da golf in Italia. Piste ciclabili, camminamenti, percorsi e nuove strutture per sportivi facendo ricorso al riutilizzo completo dei reflui. Per la Riviera del Corallo una grande opportunità di rilancio turistico. C'è l'ok della Federazione Nazionale
Golf, ecco il progetto-Alghero
Maria Pia primo parco in Italia


ALGHERO - “Congressional Park Stadium”, è il progetto di pubblica utilità presentato in Comune ad Alghero e in Regione dall’Associazione Sportiva Dilettantistica "Alghero Park Country Club". Il promotore è Gianluca Musilli, nuorese di nascita ma algherese d'adozione, agronomo con una lunghissima esperienza nel settore del golf professionistico mondiale. L'idea disegnata per i 43 ettari di Maria Pia è chiara e non potrà che mettere d'accordo tutti: Un parco pubblico con camminamenti, piste ciclabili, sentieri naturalistici e running, con un percorso da golf regolamentare pubblico a 18 buche. E sarebbe il primo parco pubblico da golf in Italia. Un vero e proprio parco urbano per tutte le fasce di età, dove trascorrere il tempo libero all’insegna dello sport e delle attività motorie in genere, calato in un contesto di notevole valenza ambientale e paesaggistica, tra la spiaggia di Maria Pia, la pineta e la zona di protezione speciale della laguna del Calich.

Un progetto per il quale, nei giorni scorsi, l’associazione sportiva locale ha ottenuto anche il parere positivo di competenza da parte della Federazione Italiana Golf. Un’infrastruttura green per antonomasia, a forte valenza naturalistica: prevista la piantumazione di 9mila piante arboree ed arbustive, poste a dimora su una superficie a prato naturale sempre verde di circa 38 ettari, intervallata da specchi d’acqua dove si insedieranno numerose specie faunistiche tipiche degli habitat nelle zone umide. Prevista la creazione di un sistema di percorsi d’acqua e lagunaggio facendo ricorso al sistema di riciclaggio e riutilizzo delle acque depurate provenienti dall'impianto di San Marco. Un fatto questo, che risolverebbe il grave problema dell'eutrofizzazione in corso sul Calich e mitigherebbe l'odioso fenomeno della "marea gialla".

Un progetto infrastrutturale qualificante per il territorio di Alghero, già sperimentato con successo in altre realtà nel mondo, che coinvolge anche parte del Palazzo dei Congressi dove, facendo salvo l’utilizzo originario per eventi congressuali, si prevede l’ubicazione della club-house e della zona di ricevimento, l’area dedicata al servizio di pro-shop, una sala riunioni, la sala ristorazione ed il bar, il centro caddie-master con annessa area golf-buggy, il recupero delle infrastrutture sportive già presenti e l’utilizzo dei servizi esterni destinati ad area parcheggio. Con importanti ricadute economiche sulla città ed il territorio del nord Sardegna, non solo in termini di servizi a favore della destagionalizzazione turistica, ma in generale a favore del tessuto socio-economico locale. Altro aspetto non meno rilevante è il tornaconto occupazionale: circa 160 i posti di lavoro tra diretto e indotto ipotizzati, senza considerare le importanti ricadute sul sistema alberghiero ed extra-alberghiero nei 12 mesi dell'anno.

Le best practice non mancano a livello mondiale, precisa Gianluca Musilli, ma l'esempio più calzante arriva dei cugini spagnoli. Sia nelle isole (Canarie o Baleari) oppure nel continente Spagnolo. In Andalusia, nella “Costa del Sol”, in 100 chilometri di costa ci sono oltre 70 percorsi da golf che creano un bacino di posti di lavoro che si attesta, secondo gli ultimi dati rilevati, a circa 17.700 unità lavorative. Una vera e propria industria verde quella del golf, ormai super collaudata e sempre più in espansione in tutto il mondo. Per quanto riguarda Alghero, infatti, i percorsi da golf dovranno essere previsti fronte mare e non dispersi in campagna pensando (erroneamente) di poter fare concorrenza alle consolidate realtà internazionali dell’industria del golf con la convinzione (sbagliata) di intercettare flussi golfisti da spedire in aperta campagna in una realtà di mare come la Riviera del Corallo. Una scommessa insomma, che non potrà che mettere d'accordo tutti, capace di generare ricadute interessanti sul versante sociale e turistico, rilanciando la Riviera del corallo agli antichi fasti e contribuendo a risolvere problemi ambientali che finora non hanno trovato le giuste soluzioni.

Nella foto: la planimetria del primo parco da golf pubblico in Italia progettato sui terreni di Maria Pia ad Alghero
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