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Red 5 novembre 2019
Sindaco e assessore riconoscono la valenza del progetto d’inclusione sociale avviato ad Alghero nel 2015 con la storica chiusura del ghetto alle porte di Fertilia
«Coi Rom risultati positivi ad Alghero»


ALGHERO – Come anticipato dal Quotidiano di Alghero [LEGGI], prosegue l’azione dell’Amministrazione comunale a tutela delle popolazioni rom, nell’ottica della conservazione e prosecuzione della precedente azione integrata avviata nel 2015 con la storica chiusura del campo dell’Arenosu. Il progetto di inclusione sociale finalizzato alla completa autonomia economica della popolazione rom e condiviso dal sindaco Mario Conoci conta su un finanziamento di 158mila euro della Regione autonoma della Sardegna, richiesto dall’Amministrazione nell’ambito degli interventi per favorire l’inclusione sociale ed abitativa delle famiglie appartenenti alle popolazioni nomadi e al superamento dei campi sosta.

«Il percorso avviato nel 2015 – spiega l’assessore comunale ai Servizi sociali Maria Grazia Salaris - ha prodotti risultati positivi e ha visto, tra gli obbiettivi raggiunti, la responsabilizzazione della popolazione rom in merito alle loro funzioni genitoriali, soprattutto in relazione alla frequentazione scolastica della totalità dei minori in età scolare. Un percorso virtuoso che ha condotto fuori dall’emergenza avviando all’inclusione sociale le famiglie nomadi e che ora necessita di un ulteriore passo avanti verso una loro graduale autonomia ed emancipazione, attraverso l’attivazione di una conseguente procedura di orientamento specifico».

Il percorso di integrazione e inserimento nel tessuto sociale cittadino prevede diverse tappe che a partire da gennaio 2020 stabiliscono l’accesso ai fondi attraverso le modalità individuate per il resto dell’utenza dei Servizi sociali, quali il reddito Isee, ad esempio. «Un percorso di integrazione completo – conclude Salaris - che accompagna le famiglie nomadi che potranno così uscire dall’assistenzialismo per far parte della nostra comunità a tutti gli effetti ed ottenere l’accesso ai servizi con le stesse modalità del resto dei residenti».
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