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Maria Laura Orrù 5 agosto 2019
L'opinione di Maria Laura Orrù
Ridurre, sostituire e sensibilizzare


I cambiamenti climatici in corso nel pianeta costituiscono una seria minaccia per la biosfera, la disponibilità e l’approvvigionamento di alimenti e di acqua, le condizioni di vita e per l’economia stessa. Le conseguenze possono destabilizzare la comunità internazionale, alimentando tensioni e conflitti, oltre che aumentare il numero dei profughi climatici e dunque i flussi migratori. Paga maggiormente le conseguenze chi ha meno risorse: come le comunità dell’interno della nostra isola con il fenomeno dello spopolamento, le comunità rurali, i poveri, i lavoratori a basso reddito, i giovani, le donne, i senzatetto, le persone con disabilità e persone fisicamente meno fortunate. Contestualmente constatiamo un problema ormai emergenziale, quello concernente la plastica.

Siamo tutti a conoscenza del fatto che l'Europa sia il secondo produttore di plastica al mondo e che riversa ogni anno in mare tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e le 130 mila tonnellate di microplastiche. L'Italia, in questo triste primato, vanta di essere uno dei principali produttori europei di stoviglie monouso di plastica ed è il maggiore consumatore di acqua in bottiglia in Europa. La Sardegna deve, pertanto, rendersi protagonista di un’efficace iniziativa nei confronti del Governo e attivare un percorso di inversione economico-sociale. È ormai evidente la necessità di progettare una conversione ecologica dell’economia, a partire da un radicale mutamento nella produzione e negli usi dell’energia. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare politiche di transizione come quella della dorsale per il metano, e accelerare il graduale superamento dei combustibili fossili.

La green economy è il modello economico a cui dobbiamo riferirci, in grado anche di generare ricchezza, profitti e occupazione. Guardiamo con interesse ai modelli del Nord Europa, con lo sviluppo delle comunità elettriche; ma guardiamo anche all'idea di progresso offerta dai nostri territori: ad esempio a Benetutti è nata la prima "smart grid", una rete elettrica dotata di sensori che raccolgono dati e informazioni in tempo reale, ottimizzando in maniera efficiente la distribuzione di energia con un surplus di sette volte più del fabbisogno interno. La nostra Regione presenta poi una spiccata vocazione turistica legata alla bellezza della terra, del mare e dell'aria: una inestimabile ricchezza ambientale che va rispettata e salvaguardata.

Dunque chiedo espressamente che il Presidente della Regione, l'assessore all'ambiente e la Giunta Regionale si impegnino ad assumere iniziative incisive al fine di sostenere un nuovo sviluppo sostenibile dei diversi territori dell'isola e avviare una importante campagna di informazione e sensibilizzazione, capace di modificare in meglio i comportamenti e le abitudini dei sardi. Sarà fondamentale infine ridurre al minimo l'utilizzo di plastiche monouso nelle amministrazioni pubbliche, negli enti scolastici e universitari, nelle mense. Necessario altresì incentivare gli adeguamenti tecnologici degli impianto di compostaggio e promuovere un confronto partecipativo con i comuni e gli operatori del settore per l'attivazione di un programma condiviso. Le parole chiave saranno dunque Ridurre, Sostituire e Sensibilizzare.

*Gruppo Progressisti in Consiglio regionale
Commenti
19:54
Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo nazionale per il maltempo verificatosi ad ottobre e novembre 2018, la Commissione europea ha istituito un Fondo di solidarietà a favore dell’Italia da suddividere tra le regioni in quote proporzionali alla percentuale del danno stimato
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