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Sassari NewsnotiziealgheroSpettacoloTeatroColori tra Alghero, Sassari e Cagliari
Red 26 giugno 2019
“Colori-Settimo archetipo panico” è uno spettacolo della Compagnia dell’Invidia & Compagnia del Teatro Ebbro, con Cornelius Mine-Haha, Karl Hetmann e Hidalla. Sarà in replica venerdì e sabato ad Alghero, lunedì 1 e martedì 2 luglio al vecchio mulino di Sassari, mercoledì 3 al Circolo culturale Via Margutta di Porto Torres e giovedì 4 allo Spazio Osc di Cagliari
Colori tra Alghero, Sassari e Cagliari


ALGHERO - “Colori-Settimo archetipo panico” è uno spettacolo della Compagnia dell’Invidia & Compagnia del Teatro Ebbro, con Cornelius Mine-Haha, Karl Hetmann e Hidalla. Venerdì 28 e sabato 29 giugno sarà in replica a “Lo Teatrì” di Ignazio Chessa, in Via Manzoni 85, ad Alghero; lunedì 1 e martedì 2 luglio “Al vecchio mulino”, in Via Frigaglia 5, a Sassari; mercoledì 3 al “Circolo culturale Via Margutta”, in Viale delle Vigne 28, a Porto Torres; giovedì 4 allo Spazio Osc, in Via Newton 12, a Cagliari.

Torna in Sardegna il tour per festeggiare il decennale dello spettacolo. Uno spettacolo che ha già riscosso parecchio successo nelle sue precedenti repliche nell'isola, come nei vari tour italiani ed europei. Come consiglia l'omonimo libretto in apertura (Ed. MilleGru, 2019), meglio vivere lo spettacolo sapendone il meno possibile, e magari approfondire solo dopo, così vi diciamo noi: andate ai riferimenti qui in fondo e affrettatevi a prenotare i pochi posti disponibili. Quello che si può anticipare, a chi non ama le sorprese, è che si tratta di uno spettacolo "teatral-sensoriale" rivolto, appunto, ad un numero limitato di spettatori e della durata di 40'. A leggere il materiale informativo la si annuncia come la distanza e la differenza di ruolo tra attore e spettatore si assottiglia e si confonde. Pare che la dicitura "guardare" uno spettacolo vada rivista, dato che si tratta di un "incontro di emozioni, esperienze e sensazioni da vivere al buio". Lontano da una fruizione passiva,chi si avventurerà, attraverserà suoni, sussurri, profumi ed oggetti, in un vero e proprio rito, riscoprendo alcune origini e sensi primigeni del teatro, riscoperti nel Novecento di Artaud, dei Living theater e del nostrano Teatro Lemming, ed estremamente contemporanei.

Lo spettacolo promette un'esperienza diversa ed unica per ogni spettatore, imprevista ed irripetibile, come un qualsiasi atto della vita. A vedere alcune reazioni su video all'uscita dai teatri, c'è da crederci. In un mondo in cui la vista si impone e soggioga gli altri sensi per la stragrande maggioranza del tempo, piegando il corpo a schermi continuamente illuminati e lampeggianti, Colori nega la vista, rivelandola in una visione onirica. Le parti più occulte ed i sensi più trascurati manifestano dunque una proiezione reale e materiale, una dimensione più intima, rivolta all'intera esistenza dello spettatore. Nel buio magmatico e creatore, la relazione interpersonale si smuove dall’essere una mera impressione sulla retina, ritrovando nuove ed archetipiche radici dell’umano.
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