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Sassari NewsnotiziesardegnaEconomiaEnogastronomia › Birra: via al taglio delle accise
Red 23 giugno 2019
Da lunedì 1 luglio, è previsto il taglio delle accise (-40percento) per rilanciare qualità e produzione artigianale. Trenta le realtà brassicole che in Sardegna sfrutteranno il provvedimento che consente di risparmiare sulle tasse
Birra: via al taglio delle accise


CAGLIARI - Sono trenta i birrifici artigiani della Sardegna che lunedì 1 luglio, potranno festeggiare la riduzione del 40percento delle accise su ogni ettolitro prodotto. La novità, riservata ai piccoli birrifici con produzione non superiore ai 10mila ettolitri, è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2019. Lo stesso provvedimento prevede anche che la birra venga tassata al momento della immissione al consumo ovvero nel momento dell’uscita del prodotto dal magazzino per essere venduto. Novità fondamentale, questa, perché prima, al contrario, il prodotto veniva tassato direttamente nella fase di produzione del mosto, “a monte” della fase di fermentazione dalla quale sarebbe poi scaturita la birra, con un evidente anticipo della tassazione a molti “giorni” rispetto al momento della vera produzione e, soprattutto, tassando anche quella parte di prodotto che, alla fine del ciclo produttivo, veniva scartato.

«Questo risultato consentirà ai birrifici artigianali – commenta Stefano Mameli, segretario regionale di Confartigianato imprese Sardegna - di poter aumentare la loro capacità produttiva e la loro competitività nei confronti dei principali competitors europei che già usufruiscono nei loro Paesi di un regime agevolato della tassazione. Il legislatore, grazie anche all’attività della nostra associazione, ha recepito la necessità di prevedere specifici interventi normativi per abbattere alcuni ostacoli, sia di natura fiscale che burocratica. Ricordiamo che la Regione Sardegna, nella Manovra finanziaria di due anni fa, certificò l’importanza delle imprese birrarie della Sardegna, approvando un emendamento che stanziò 100mila euro per gli investimenti nei mircobirrifici quasi a “ristorare” della quota in accise a carico delle piccole aziende brassicole. Ancora, tuttavia, siamo in attesa di un bando regionale ad hoc».

Secondo alcuni calcoli effettuati, i birrifici potranno tagliare circa 20centesimi di euro per ogni litro di birra prodotto, con un risparmio medio che va dai 10 ai 15mila euro, un gruzzoletto che le microrealtà potranno utilizzare per l’acquisto di macchinari oppure in ricerca, formazione e comunicazione. Ipa, blanche, stout, trappista ma anche Italian Grape Ale. Per ogni pasto, palato, umore ed esigenza c’è una birra diversa e, per appagare la propria sete, i sardi si sono messi all’opera. A dispetto del peso delle accise e della concorrenza dei grandi produttori internazionali, l’universo della birra anche nell'Isola, negli ultimi cinque anni, si è espanso a velocità crescente e, con esso, il numero delle aziende produttrici e degli addetti.

«Crediamo ci sia fortemente bisogno di un provvedimento che, lavorando in un’ottica di promozione coordinata e di incentivi allo sviluppo, tuteli e valorizzi i birrifici artigianali esistenti – continua Mameli – il fatto che si utilizzi il termine “artigianale” dovrebbe portare il ragionamento sulla normativa che regolamenta il settore artigiano. Oggi, l’impresa birraria soffre la concorrenza delle produzioni industriali che, con ingenti investimenti di marketing provano a dare un “tocco” di artigianalità a prodotti che artigianali non sono». Secondo Confartigianato Sardegna, quindi «occorre presidiare il comparto attraverso diverse azioni. Ad esempio inserendo le birre fra i prodotti da promuovere all’interno dei programmi regionali per l’internazionalizzazione. Oppure incentivando la partecipazione delle imprese brassicole sarde alle iniziative di settore, come il Beer&food attraction di Rimini o coordinando e rendendo più efficace il cartellone regionale degli eventi legati al mondo della birra, investendo anche nella visibilità delle birre artigianali sarde».
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